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	<title>Potere alle Formiche &#187; Thoreau Ralph Waldo Emerson</title>
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		<title>Disobbedienza Civile &#8211; Henry D. Thoreau</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 17:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonardo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1504" class="wp-caption alignleft" style="width: 307px"><a href="http://www.poterealleformiche.com/wp-content/upLoads/disobbedienzacivile.jpeg"><img class="size-full wp-image-1504  " title="Disobbedienza Civile" src="http://www.poterealleformiche.com/wp-content/upLoads/disobbedienzacivile.jpeg" alt="Copertina del Libro" width="297" height="554" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina del Libro</p></div>
<p>Torniamo finalmente alla nostra categoria Segnalibro, oggi vi parlerò di Disobbedienza Civile di Thoreau. Dico da subito che esula un po&#8217; dai generi di cui normalmente si parla sul sito, non parliamo dunque di un romanzo. Parliamo anzi di due saggi, di chiaro stampo filosofico. Prima di lanciarci nell&#8217;analisi del testo vi do qualche ragguaglio sul <em>perchè</em> Thoreau, incominciando a spiegarvi come mai mi sia ritrovato questo esile libricino tra le mani. Il nome di Thoreau è nella lista che Christopher John McCandless (alias Alexander Supertramp) redige durante il suo ritorno nella natura. Se non ricordate bene vi dirò che Christopher è il ragazzo la cui storia ha portato al film &#8220;Into The Wild&#8221; (di cui abbiamo parlato anche qui sul <a href="http://www.poterealleformiche.com/2009/02/16/into-the-wild-2007/" target="_blank">sito</a>). Nell&#8217;agenda che venne ritrovata vi erano infatti annotati gli autori che l&#8217;avevano inspirato tra cui spiccava la figura di Thoreau. Ed in particolare il lavoro &#8220;Walden. Vita nei Boschi.&#8221; di quest&#8217;ultimo. A questo punto dovreste chiedervi<em>: allora perchè non parliamo di quello? non l&#8217;hai letto?</em> Vi risponderò che in realtà Walden giace ancora sul mio scaffale ed ha dovuto cedere il passo a Disobbedienza Civile, la cui precedenza deriva dalla maggiore sottigliezza (ho una naturale inclinazione ad essere un po&#8217; restio verso i libri molto lunghi). Ed è per questo che mi sono dedicato alla lettura di <em>Civil</em> <em>Disobedience</em>, oltre al fatto (che ho scoperto da poco) che questo potrebbe essere considerato una sorta di completamento del Walden, considerato il <em>masterpiece</em> per eccellenza. Andiamo avanti con l&#8217;introduzione:</p>
<p><strong>Chi è Thoreau?</strong></p>
<p>Allora, Henry David Thoreau nasce nel 1817 a Concord (Massachussets) negli USA. Si Laurea ad Harvard nel 1837. Da quello che ho capito è da subito molto interessato</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 167px"><a href="http://www.usm.maine.edu/~jkuenz/380/thoreau.gif"><img class="   " src="http://www.usm.maine.edu/~jkuenz/380/thoreau.gif" alt="Henry D. Thoreau" width="157" height="194" /></a><p class="wp-caption-text">Henry D. Thoreau</p></div>
<p>alla filosofia, al rapporto dell&#8217;uomo con la natura, e subisce varie contaminazioni dalle filosofie orientali (come il credere nella reincarnazione, prendendo il fiume come simbolo della vita che si rinnova). Praticamente da subito Thoreau manifesta una certa intolleranza verso il governo e le sue scelte, tanto è che nel 1845 si reca a vivere in una capanna costruita da lui stesso sulle sponde del lago Walden. Rimarrà lì due anni, dove si dedicherà completamente alla scrittura, alla contemplazione e all&#8217;osservazione della natura. Nel 1847 farà ritorno a Concord ed andrà a stare con il suo amico e mentore Ralph Waldo Emerson e la famiglia. Intanto nel 1846 si era rifiutato di pagare le tasse e qualche anno dopo fu arrestato (passò solo una notte in prigione perchè la zia spontaneamente pagò le tasse per lui). Nel 1849 scrisse Disobbedienza Civile e nel 1854 pubblicò Walden, dove aveva riposto tutte le considerazioni maturate durante il soggiorno nella natura. Muore nel 1862, a  Concord.</p>
<p>Perfetto, ora passiamo al libro.</p>
<p>Disobbedienza Civile come dicevamo scritto nel 1849 quindi in un periodo che potremmo definire &#8220;maturo&#8221; della sua produzione, Thoreau ha già avuto rapporti stretti con Emerson ed è reduce da un esperienza di prigionia (sebbene di un solo giorno) oltre ad essere tornato da una permanenza di due anni in una capanna nella natura più selvaggia, <em>into the wild</em>. In questo libro Thoreau manifestava apertamente la sua opposizione al conflitto messicano-statunitense, affermando che questo non poteva esserci qualora fosse venuto a mancare il supporto economico dei cittadini, ovvero il pagamento delle tasse. E&#8217; per questo che lui non le pagò più ed accettò la pena del carcere che il suo gesto comportò. Oltre a ciò dichiarava che era assolutamente giusto e corretto ribellarsi al governo nel caso in cui questo sbagliasse. Nonostante Thoreau nel libro parlì apertamente di un possibile e giustificato utilizzo della forza <em>contro</em> il governo, il libro per il suo spessore ed il suo significato pare abbia inspirato personalità come Tolstoj, Gandhi e Martin Luther King.</p>
<p><strong>Il Primo Saggio. Disobbedienza Civile.</strong></p>
<p>Il primo saggio esordisce in questo modo:</p>
<p>&#8220;<em>Il governo migliore è quello che governa meno</em>&#8221; e, poco dopo &#8220;<em>Il governo migliore è quello che non governa affatto.</em>&#8221;</p>
<p>Insomma Thoreau ci dice che il governo è solo un espediente, un organo creato dall&#8217;uomo per gestire una determinata mole di situazioni. Nel caso in cui tale governo non sia più espressione degli ideali dell&#8217;uomo e diventi altresì espressioni di ideali propri l&#8217;uomo è legittimato ad agire con la forza per contrastarlo. L&#8217;uomo, dice Thoreau, non deve votare per qualcuno che si avvicina di più ai propri ideali, poichè in questo modo comunque alimenta il sistema. Non bisogna dunque opporsi a quello che è il governo attraverso la strada che lo stesso governo ha stabilito (Es: la proposta di riforme). Questo si rivela inutile in quanto ogni proposta (se rivoluzionaria) non arriva mai intonsa alla conferma e si perde nei meandri della burocrazia. Thoreau per primo dunque, mette in atto ciò che promuove, smettendo di pagare le tasse. Prima, quelle dovute per il mantenimento della chiesa del paese. A questo riguardo lo stesso autore riporta nel saggio che la tassa fu pagata da qualcun&#8217;altro al posto suo (sarà stata ancora la zia), tuttavia lui desiderava che la gente sapesse che lui si era rifiutato di pagare. Così si recò al comune e fece redigere un avviso ad hoc. L&#8217;avviso riportava:</p>
<blockquote><p>Sia noto a tutti con questo documento che io, Henry David Thoreau, non desidero essere considerato membro di alcuna società alla quale non ho aderito&#8221;.</p></blockquote>
<p>Thoreau riporta che lo Stato non gli fece più richiesta di tasse per la chiesa del paese. Nel secondo caso si rifiutò invece di pagare le tasse per il sostenimento della guerra con il Messico. Stavolta si rifiutò di farlo per molto tempo, fino a che ad un certo punto fu arrestato e poi imprigionato. Passò solo una notte in prigione, eppure, come racconta nel libro, non ne soffrì affatto. Basti pensare a quello che dice riguardo quest&#8217;esperienza: &#8220;<em>Non mi sentii imprigionato neanche un momento. I muri mi sembravano un grande spreco di pietra e malta.</em>&#8221; Anzi, ringrazia dell&#8217;opportunità. Perchè? Perchè, lui dice, che dalla finestra della cella aveva la possibilità di osservare da un diverso punto di vista il paese, così come nel silenzio della prigione poteva ascoltarne i rumori, entrando così in un rapporto più confidenziale con il paese. Thoreau si pronuncia in qualche modo anche sulla violenza perpetrata nei suoi confronti (in qualità di prigioniero) dalle guardie. Di questa non sembra lamentarsi, anzi, dice che il governo in questo modo dimostrava la sua stupidità, per due motivi.</p>
<p>1) Non capiva che colpire il suo corpo non avrebbe ottenuto nessun risultato.<br />
2) Si accaniva con gli individui di cui doveva invece far tesoro.</p>
<p>A tal proposito l&#8217;autore afferma:</p>
<blockquote><p>&#8220;Capii che lo Stato era stupido, che era insicuro come una donna nubile in mezzo alla sua argenteria, e che non sapeva distinguere gli amici dai nemici. Persi tutto il rispetto che mi era rimasto nei suoi confronti e lo compatii.&#8221;</p></blockquote>
<p>Per quanto riguarda le tasse Thoreau ritiene che non sia tanto il denaro il problema (&#8221;Il dollaro è innocente&#8221;) bensì la destinazione del denaro, l&#8217;atto del pagare qualcosa in cui non si crede. Anzi, ancor peggio era, per Thoreau, il momento in cui una persona pagava le tasse e poi si lamentava del governo. A tal proposito afferma: &#8220;<em>Se metto deliberatamente la testa nel fuoco, non c&#8217;è possibilità di appello al fuoco o al creatore del Fuoco e non mi resta che rimproverare me stesso</em>&#8220;. L&#8217;invito è dunque ad una reazione, ad una presa di consapevolezza, ad un&#8217;opposizione mirata e coerente, qualcosa che forse John Brown aveva fatto. E&#8217; così, infatti, che passeremo a trattare del secondo saggio.</p>
<p><strong>Il Secondo Saggio. In Difesa del Capitano John Brown.</strong></p>
<p>Eccoci dunque arrivati al secondo saggio, ugualmente importante e denso di significato. Dunque, apprendiamo facilmente dal titolo che è un saggio apologetico nei confronti della figura di John Brown. Quest&#8217;ultimo era figlio di un rifornitore di vettovaglie all&#8217;esercito degli USA ed ebbe così la possibilità di vivere l&#8217;esperienza dell&#8217;esercito, forse anche di più di un soldato semplice, dato che ne conosceva i retroscena e c&#8217;era anche alle cene degli ufficiali. Quando ebbe la possibiità di concorrere ad un posto di ufficiale però non volle, perchè pare gli ripugnasse quella dimensione. Così John Brown condusse una vita lontana dall&#8217;esercito e dalla guerra. Ad un certo punto della sua vita Brown intraprese un viaggio con un drappello di uomini, fidatissimi, ed estremamente selezionati da lui stesso (erano in 12, basti pensare che di questi alcuni erano i suoi stessi figli). Con questi attraversò gli USA promuovendo l&#8217;abolizione della schiavitù, anche con la violenza ed in efferata opposizione al governo e alle sue misure di repressione. Thoreau riporta che in tantissimi casi egli veniva arrestato ma, al momento della sua deposizione in tribunale, tutti non sapevano più cosa dire tale era la forza delle sue parole. Arriverà poi un momento in cui Brown viene arrestato ed infine punito con pena di morte, tramite impiccagione. A questo punto Thoreau ci racconta di cosa ne dissero i giornali, tutti incominciarono a chiamarlo un pazzo, un&#8217;idiota e quant&#8217;altro. Da subito il filosofo difese a spada tratta il capitano Brown parlando di lui come un eroe, come uno dei pochi uomini mai vissuti e, di seguito, morti, della storia degli Stati Uniti. A tal proposito Thoreau afferma:</p>
<blockquote><p>Per morire, bisogna prima aver vissuto. [...] Da quando il mondo ha avuto inizio sono morti solo una mezza dozzina, o giù di lì.</p></blockquote>
<p>Ciò che disgustava l&#8217;autore più di tutto era il fatto che queste persone non mostravano alcun rispetto per quest&#8217;uomo che si era battuto ed aveva perso la vita per i suoi ideali, nonostante ritenesse che &#8220;<em>quest&#8217;uomo non ha alcun bisogno del vostro rispetto</em>&#8220;. Così come rispettava i suoi ideali Thoreau rispettava anche i metodi di Brown, o per lo meno non li condannava. Parliamo ovviamente delle armi, della violenza. Non devo aggiungere altro alle parole di Thoreau che, sebbene dirette ed esigue, rendono perfettamente l&#8217;idea del suo pensiero.</p>
<blockquote><p>Il punto non è l&#8217;arma, è lo spirito con la quale la si usa.</p></blockquote>
<p>Tutta la sua ammirazione va a Brown e al suo gruppo. Secondo Thoreau individui come Brown &#8220;insegnandoci come si muore, ci insegnano al contempo come vivere&#8221;. Rivolgendosi poi a chi lo chiama idiota e pazzo esprime tutto il suo rancore. Questi infatti &#8220;parlano come se la morte di un uomo fosse un fallimento, e il prolungamento della sua vita, di qualunque genere essa sia, un successo&#8221;.</p>
<p>E&#8217; evidente in Thoreau un senso di disapprovazione per il muoversi del Governo, che tra l&#8217;altro secondo lo scrittore sbaglia anche nel credere che uccidendo Brown abbia eliminato completamente il pericolo. L&#8217;impiccagione del capitano ha solo invece ottenuto l&#8217;effetto contrario, dalla sua polvere ne nasceranno altri, come, se non meglio di lui. Coloro infatti che ritengono che così la minaccia sia evaporata</p>
<blockquote><p>non sanno che il frutto è come il seme e che, nel mondo morale, quando viene piantato un buon seme, il buon frutto è immancabile, indipendentemente dal fatto che lo innaffiamo o lo coltiviamo, che quando si pianta, o si seppellisce, un eroe sul campo, spunterà di sicuro una messe di eroi. Si tratta di un seme di tale forza e vitalità che non chiede il nostro permesso per germogliare.</p></blockquote>
<p>A questo punto dovrei chiedervi, cosa ne pensate?</p>
<p>A mio modesto parere i due saggi di Thoreau sono scritti benissimo, sono divulgativi e comprensibili, densi ma scorrevoli, mai stucchevoli e pedanti. Sarà che apprezzo la causa trascendentalista ma io da subito sono stato attratto dalla sua prosa. Alcuni ritengono che Thoreau sia uno degli scrittori (e delle menti) americane più trascurate della storia. A buon ragione potrei essere d&#8217;accordo dal momento che fino alla visione del film Into The Wild e del film L&#8217;attimo Fuggente, in cui sono citati sue frasi o il suo nome, non ero a conoscenza della sua ideologia. Sarà che questo trascendentalismo si avvicina molto al romanticismo, sarà il freddo dell&#8217;inverno, sarà che sono particolarmente incline in questo periodo al rapporto con la natura, domani, inizio il <em>Walden</em>.</p>
<p>Leonardo</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 353px"><a href="http://afterthegates.files.wordpress.com/2008/10/thoreau_zitat.gif"><img src="http://afterthegates.files.wordpress.com/2008/10/thoreau_zitat.gif" alt="Storica citazione di Thoreau." width="343" height="336" /></a><p class="wp-caption-text">Storica citazione di Thoreau.</p></div>


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