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	<title>Potere alle Formiche &#187; swift demagogia falsi d&#8217;autore</title>
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		<title>Jonathan Swift. Ultima e postuma modesta proposta. Il biografo di Gulliver parla di demografia &#8211; Serena Gana Cavallo</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 16:15:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Segnalibro]]></category>
		<category><![CDATA[autentici falsi d'autore]]></category>
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<p>Ritorniamo alla nostra rubrica Segnalibro con un libro che ha destato il mio interesse in maniera totalmente inaspettata. Ero arrivato troppo presto alla biblioteca in via Luca Giordano (dove vado in questo periodo per studiare), così ho pensato di andare a dare un&#8217;occhiata da Guida Merliani, che tanto io [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1642" class="wp-caption alignleft" style="width: 305px"><a href="http://www.poterealleformiche.com/wp-content/upLoads/copertinalibroswift.jpeg"><img class="size-large wp-image-1642   " src="http://www.poterealleformiche.com/wp-content/upLoads/copertinalibroswift-541x1024.jpg" alt="Copertina del Libro - Edizioni Guida" width="295" height="559" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina del Libro - Edizioni Guida</p></div>
<p>Ritorniamo alla nostra rubrica Segnalibro con un libro che ha destato il mio interesse in maniera totalmente inaspettata. Ero arrivato troppo presto alla biblioteca in via Luca Giordano (dove vado in questo periodo per studiare), così ho pensato di andare a dare un&#8217;occhiata da Guida Merliani, che tanto io in libreria ci passerei le ore intere. Mi guardo un po&#8217; intorno, chiedo della sezione psicologia e incomincio a dare un&#8217;occhiata. Ad un certo punto sulla destra vedo il pannello di tutti i libri edizioni Guida, precisamente la collana &#8220;Autentico Falso d&#8217;Autore&#8221;. Un po&#8217; incuriosito mi soffermo su qualche titolo ma tutto sommato niente che attiri la mia attenzione. Ad un certo punto sulla sinistra vedo quel nome, <em>Swift</em>. Non sapendo in realtà come funziona la collana e cosa significhi <em>autentico falso d&#8217;autore</em> lo compro, e non me ne sono affatto pentito. La quarta di copertina recita: &#8220;<em>Un grande viaggiatore del pensiero invia la sua estrema testimonianza ad un uomo che lo aveva affascinato per i suoi viaggi straordinari. Forse Swift si aspettava da Gulliver un commento di carattere scientifico, essendo questi un medico. O forse pensava che solo chi aveva visto mondi così vari ed inconsueti da esser tacciato da visionario potesse giudicare un testo che si proiettava in un futuro così lontano. Non sapremo mai se ebbe risposta né possiamo capire perché Gulliver avesse nascosto con tanta cura quello scritto che adesso, per vie inesplicabili, è giunto fino a noi&#8230;</em>&#8220;. A prima vista il libro è molto sottile, veloce da leggere, rapido, tagliente.</p>
<p>Esattamente come io li preferisco.</p>
<p>In realtà il nome Swift aveva esercitato quella attenzione su di me perchè, dopo un po&#8217; di letture che sto facendo sull&#8217;utopia, ho scoperto che L&#8217;autore dei celeberrimi &#8220;<em>Viaggi di Gulliver</em>&#8221; altro non era che un violento commentatore dei suoi tempi, un acceso moralista, un fervente analista della società e dei costumi. Approfondendo allora si scopre che ogni isola in cui finisce Gulliver rappresenta una parte della società che Swift vuole criticare e attaccare. Vedendo allora che questo autore parlava di demografia e vedendo nella quarta di copertina che era &#8220;un testo che si proiettava in un futuro così lontano&#8221; ho pensato: &#8220;<em>Vediamo che ci caccia questo nostradamus classe 1667!</em>&#8221;</p>
<p>Passiamo comunque al libro:</p>
<p>Dalla presentazione dell&#8217;autrice apprendiamo di come ella sia venuta in possesso del manoscritto. In un modo interessante e curioso forse quanto tante trame di ritrovamenti. In una specie di sottofondo del coperchio di uno scrigno comprato da un rigattiere in Svizzera, sul cui coperchio (dopo una lucidata) apparivano le iniziali L G, ovvero Lemuel Gulliver. Chissà che emozione a trovare queste pagine inedite, sconosciute ai più, leggerle per prima e poi deciderla di darle alle stampe, cosa in cui, come vedremo dopo, lo stesso Swift disperava. Dico da subito che il libro è pieno zeppo di auto-celebrazioni, auto-citazioni etc etc. Già tra le prime righe possiamo ravvisare qualcosa del genere: &#8221; (&#8230;) <em>per un verso temevo di recare un qualche pregiudizio ad una notorietà e ad una stima ormai consolidata nel tempo, perchè la stolida pianta dell&#8217;incredulità saccente alligna, e sempre allignerà nelle menti di molti. Per un altro, tuttavia, poichè nel corso della mia vita io composi le mie opere, ancor prima ed ancor meno che per la fama (che comunque non ho in spregio), nel rispetto assoluto della Verità e per il Pubblico Bene, ritenevo di dover compiere fino in fondo la missione che mi ero data.</em>&#8221; Ed ecco che va agli <em>stampatori</em>: &#8220;<em>Spero solo di trovare uno stampatore abbastanza sagace e privo di quella proterva fede nella razionalità (&#8230;)</em>&#8220;. Poco dopo su se stesso: &#8220;<em>Voglio ancora qui ripetere che i cardini della materia in questione sono solo due: i valore editoriale della riesumazione di scritti ancora ignoti di un autore di indubbia fama (si scusi l&#8217;immodestia) (&#8230;)</em>&#8220;. Swift dipinge un quadro più che ottimistico di ciò che accadrà nel futuro all&#8217;Europa civilizzata, dalla convergenza tra Tecnica, ingegno e scienza a &#8220;<em>l&#8217;armoniosa convivenza di tutti i suoi popoli [dell'Europa]</em>&#8220;. Un &#8220;<em>futuro prospero</em>&#8221; e &#8220;<em>l&#8217;apertura dei commerci</em>&#8221; e la &#8220;<em>benedizione di un onesto lavoro</em>&#8221; per sempre più uomini e donne. Acutamente l&#8217;autore prevede che, nei paesi più civilizzati e industrializzati, si &#8220;<em>ridurrà sensibilmente la quantità della prole</em>&#8221; e, nonostante la visione paritaria che ha dell&#8217;uomo e della donna (&#8221;<em>dando noi per scontato che l&#8217;ingegno e le capacità umane siano ugualmente distribuiti nei due sessi</em>&#8221; non dimentichiamo a che anni risale lo scritto, inizio del 1700). Rilevando con perspicacia che ben presto queste possibilità lavorative delle donne andranno incontro a dei problemi &#8220;(&#8230;) <em>E come può conciliarsi con i tempi e con le limitazioni fisiche , con i vincoli precisi e scanditi che la Natura impone alla donna gravida, alla partoriente? La soluzione di questo dilemma può trovarsi o in una rinuncia perpetua delle donne ad ogni impegno che le allontani dai domestici lari, o in una sempre più decisa resistenza ad adempiere alla funzione riproduttiva</em>&#8220;. Quest&#8217;ultima affermazione mi sembra molto attuale. Quante sono le donne che, pur di far carriera o trovare soddisfazione nel lavoro (cose che io non giudico sbagliate, per lo meno entro un certo limite), fanno pochi figli o nel peggiore dei casi non ne fanno affatto? Nelle righe successive c&#8217;è uno scivolone di Swift (a questi tempi dire una cosa del genere sarebbe significato incorrere in 7600 querele, fiaccolate, manifestazioni): &#8220;<em>Purtroppo però nella nostra società è quasi fuor discussione che le donne siano incapaci di conversare. Di conversare, intendo, di argomenti generali, della cultura, della politica, della storia, ma ad esse è lasciato libero un separato recinto in cui gli argomenti sono le sete, i pizzi, i vestiti. Ebbi quindi a dire che le donne, che sembrano acconciarsi di buon grado a questa forma di limitato pensiero e di ristretta comunicazione, mi vien fatto di ritenere che appartengano ad una specie non umana, ma di poco superiore alle scimmie.</em>&#8220;. Subito dopo, però: &#8221; <em>(&#8230;) sottrarre le donne, nei tempi prosperi che verranno, alla possibilità di concorrere al lavoro e -perchè no- al successo (&#8230;) mi sembrerebbe esecrando.</em>&#8221;</p>
<p>Insomma un testo molto interessante, sicuramente. </p>
<p><strong>Peccato che, se non si è capito, non l&#8217;ha scritto davvero Swift. E questa è la peculiarità della collana &#8220;Autentici falsi d&#8217;autore di Guida&#8221;. Lo so, questa cosa non l&#8217;ho chiarita subito, è vero. Ma è più divertente e interessante leggere questo  libro inquadrandolo in quella cultura, piuttosto che nella nostra. Brava dunque a Serena Gana Cavallo, l&#8217;autrice reale, ed un piccolo appunto alla casa editrice Guida.</strong></p>
<p><strong>La prossima volta fatemelo capire anche a me prima che non l&#8217;ha scritto veramente Swift</strong> <img src='http://www.poterealleformiche.com/wp-includes/images/smilies/icon_mrgreen.gif' alt=':mrgreen:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Alla prossima<br />
Leonardo</p>


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