Ho deciso di creare questa pagina perchè ho visto che sulla rete non c’è gran chiarezza in materia. Allora, prima di tutto complimenti a tutti voi che avete deciso di intraprendere una strada così tanto difficile (se non lo sapevate ancora, sì, non è facile) e ricordate che sempre che in questo campo ci vuole davvero tanta, ma tanta pazienza. Alla fine della pagina vi segnalerò anche altri siti o altri interventi su alcuni blog che trattano della stessa cosa e possono comunque esservi d’aiuto. Vi dico ovviamente sin da ora che tutto ciò che dico è frutto della mia esperienza personale ed è dunque possibile (sono umano) che a me sia andata particolarmente male (o particolarmente bene). Dunque, forse avete cercato “Scrittori Esordienti” su Google e vi siete ritrovati qui, oppure siete assidui formichieri e avete visto questa nuova pagina, forse vi ha incuriosito. In entrambi i casi comunque siete stati animati dalla volontà di esplorare il mondo della scrittura e dell’editoria. Scrivere è bellissimo, anzi di più, è onirico. Non voglio abbandonarmi sulle considerazioni filosofiche (vedi Derrida) voglio solo dire che è per tutti molto bello, per diversi motivi:
1) Si possono creare storie immaginarie e quindi dare sfogo alla propria fantasia
2) In alcune situazioni, si può finalmente dire ciò che si pensa
3) Si può condividere con altri le proprie riflessioni
4) Verba Volant, Scripta Manent
5) etc,etc,etc….
Incominciamo nella nostra piccola panoramica con l’atto vero e proprio dello scrivere il nostro manoscritto.
Prima di tutto, siate pazienti, non dobbiamo darci un limite o un obiettivo di pagine. Io consiglio all’inizio di scrivere tutte le idee che abbiamo in mente, rifletterci un po’ su e proporsi una scaletta (dipende anche ovviamente da cosa state scrivendo, poesia, saggio o romanzo?). Dunque incominciate a scrivere, non perdete tempo a stare attenti all’ortografia, sul momento vi sembrerà bene tutto apposto, in una seconda revisione leggerete tutto il manoscritto e fioccheranno gli errori (anche assurdi). Siate creativi, non pensate di star scrivendo un’assurdità (ma a chi interessa sta cosa?), se c’è una cosa che cercano le case editrici sono nuove idee, nuove proposte. Ken Follett suggerisce di dare tantissima importanza al primo capitolo dell’opera, e consiglia di creare un colpo di scena ogni 6/7 pagine (pare che dei circa 8/9 mesi dedicati ai suoi romanzi 6 siano per il primo capitolo!). Ancora, non perdete tempo con l’impaginare, è un’altra cosa che dovrà venire dopo. Non siate timidi, una volta completato il manoscritto fatelo leggere a chi vi è più vicino, potrà darvi consigli preziosi. Spesso si è più propensi a mandarlo alla casa editrice e farlo leggere dunque a degli sconosciuti piuttosto che farlo leggere alla propria famiglia. Chiedete in giro cosa piacerebbe trovare, cosa interesserebbe. Siate testardi, rileggete il manoscritto a distanza di giorni, leggetelo e rileggetelo, fino a quando non è nella forma che più vi aggrada. Solo allora dovrete permettervi di pensare di proporlo ad una casa editrice.
E, come in pochi sanno, arriva il momento più difficile, il contatto con la casa editrice.
1) Ricerca.
La ricerca della casa editrice giusta è un’arte antica e viene tramandata esclusivamente a voce. A parte gli scherzi, è ovvio che il primo strumento a cui si pensa è internet. Tuttavia cercare su google “case editrici scrittori esordienti” o “scrittori esordienti” (a meno che non spulciate tutti i risultati e non solo i primi 10) vi servirà a poco e a niente. Piuttosto io vi consiglierei di cercare su google “elenco case editrici tuacittà“, dare un’occhiata ai loro siti e farsi un’idea. Una cosa poi che per me si è rivelata molto utile è stato chiedere proprio in una libreria, secondo loro, per la tipologia del mio manoscritto a chi potessi rivolgermi.
Dunque, arriviamo ora ai fattori di cui si deve tener conto quando cerchiamo la casa editrice:
a) Pertinenza Geografica.
Se abito a Napoli e trovo una casa editrice di Sassari la cosa può anche funzionare, ma bisognerà poi mettere in conto la difficoltà di organizzare un incontro face-to-face con il direttore, la scarsa possibilità di organizzare la presentazione del libro dove abito (le librerie di riferimento dell’editore saranno sicuramente da quelle parti) oltre alla lentezza poi magari delle corrispondenze tra raccomandate con contratti e via dicendo. Non è ovviamente indispensabile trovare la casa editrice dietro l’angolo se proprio non ci riuscite allargate i vostri orizzonti!
b) Pertinenza Tematica.
La tipologia del vostro manoscritto è vincolante nella ricerca di case editrici. Alcune case editrici non pubblicano ad esempio raccolte di racconti, o raccolte di poesie, ma solo romanzi. Altre case editrici pubblicano solo testi scolastici e altre solo saggistica. Insomma, date bene un’occhiata al sito dell’editore e anche alle sue collane (magari pubblicano solo romanzi gialli e non fantasy!).
c) Pertinenza Realistica (oserei dire!)
Insomma, fate bene a mettere in conto un possibile contatto a case editrici come Einaudi, Bur, Rizzoli, Bompiani etc etc ma mettete in conto la seria possibilità che non vi rispondano affatto o che vi rispondano con il tipico “la nostra linea editoriale è piena fino al 2056” (mi è capitato). Non pensate poi che se non iniziate così allora non serva a niente, ci sono tante piccole case editrici che lavorano molto meglio di queste major (potremmo definirle così?) proprio perchè lavorano su pochi testi.
d) Pertinenza Etica
Arriviamo qui ad un nodo cruciale dei tempi contemporanei, ovvero al dubbio amletico: Editori a Pagamento o Editori non a Pagamento? Questo è il dilemma. Molti editori non mettono proprio tra le proprie pagine la dicitura attenzione è a pagamento si limitano a dirlo dopo che avete inviato il manoscritto, quando vi inviano la proposta editoriale. Quindi, spulciate i siti di questi editori alla ricerca di questa informazione, che per molti scrittori è estremamente vincolante. Qui non stiamo dicendo che un editore a pagamento è uno strozzino e chi lo paga è stupido, stiamo dicendo che in molti casi un’ideale di scrittore con il talento e di casa editrice che lo nota ed investe su di esso è (meno male) più forte. Ci sono grandi scrittori nella storia che si sono autoprodotti i propri (di solito primi) libri. E ci sono delle case editrici che realmente hanno bisogno del sostegno dei propri autori per andare avanti (non tutte godono di finanziamenti statali e quant’altro). Ma ricordate che assolutamente non è la prassi e che quindi non dovete pensare qualcuno lo devo pagare sennò non pubblico mai. Se poi avete una certa disponibilità economica e potete attendere alle cifre richieste (variano da offerta ad offerta, generalmente per 100 copie si parla di un migliaio di euro) potete anche non farvi troppi problemi, insomma la scelta è vostra, se parlando con l’editore trovate comunque in lui un servizio eccellente, un buon contatto, alla fine una discreta offerta (non accettate mai la prima offerta mandate il manoscritto a più case editrici per confrontarle, tanto in linea di massima avete qualche mese per accettare), perchè no (il fine giustifica i mezzi?). Magari a questo punto occorre anche una bella presa di coscienza: “Voglio pubblicare per condividere la mia storia e i miei pensieri con altri o voglio vedere il mio libro in libreria stampato perchè mi piace l’idea?” Nel secondo caso potreste trovare soluzioni migliori che una casa editrice (servizi di print-on-demand).
2) Contatto con la casa editrice.
Mandate una mail per chiedere prima di tutto se al momento accettano manoscritti, ci sono case editrici che solo durante certi periodi li ricevono, sennò ve li cestinano. In caso affermativo, preparatevi a spedirli. Inviare il vostro materiale non è così facile come sembra, alcuni editori ve lo chiedono esclusivamente in formato digitale (via mail) altri esclusivamente cartaceo (via raccomandata) altri entrambi (dentro la raccomandata ci mettete un cd con dentro il file digitale). Preparatevi dunque a belle file alla posta. Prendete quanti più indirizzi possibile di case editrici e fate un solo viaggio, questo è un consiglio da amico più che da blogger. Poi, spesso vi sarà richiesto di corredare il manoscritto con un foglio di presentazione, ovvero contenente una nota bio-bibliografica (se è la vostra opera d’esordio sarà solo biografica) e una sinossi (di che parla sta roba?) del testo, con ovviamente i vostri riferimenti (nome, cognome, email, numero di telefono). Molte case editrici vorranno il file digitale spedito solo in un certo formato (tipo .doc o .rtf) e a volte con una determinata impaginatura (margini, font e quant’altro), oltre a richiedervi specificamente una lunghezza minima e massima dello scritto. E’ a questo che ci riferisce quando si legge il fantomatico massimo 20 cartelle. Io la prima volta ho pensato ma che c…osa vorrà dire 20 cartelle? E’ curioso che pochissime case editrici se preoccupano di spiegare cosa significhi, anche se si spacciano per esordienti (presumibilmente un esordiente non conosce ancora il dizionario dell’editoria, edito da chi?). Una cartella è composta da circa 1800 battute, divise in 30 righe. Se usate Microsoft Word noterete sotto la pagina delle informazioni sul documento, tra cui anche il numero di battute (una battuta, è da ricordare, è anche uno spazio oltre che un carattere). Molte case editrici vi invieranno una mail di conferma di avvenuta ricezione del manoscritto da allora dovrete aspettare (di media un 6 mesi), se vi contattano bene se non vi contattano peccato per loro, hanno perso una fantastica occasione!
3) La Proposta Editoriale
E’ andato tutto bene e vi è stata spedita una proposta editoriale, alcuni la mandano per raccomandata a casa (è più sfizioso) altri per e-mail. Non fatevi obnubilare da cose del tipo “Complimenti lei è stato selezionato per…”, “il suo scritto uscirà nella collana…” ma andate ai punti del contratto. Controllate i diritti d’autore del libro, controllate i diritti nell’utilizzo per eventuali trasposizioni cinematografiche, controllate quanto vi spetta su ogni copia, controllate che per iscritto ci siano anche tutti i doveri della casa editrice (assistere l’autore nelle fasi di editing, publishing e così via..) e controllate, per carità, per quanto tempo la casa editrice terrà per se il diritto di pubblicazione del titolo. Controllate se effettivamente, nel caso di una proposta editoriale a pagamento, i termini del pagamento sono come pattuiti (se c’è scritto che vi spettano tot copie, che potete rateizzare e via dicendo). La parola d’ordine è controllate! Vi sono tantissimi trabocchetti qui è la in questi contratti, se avete qualcuno in famiglia che se ne intende fatelo leggere a lui (però non fate gli sboroni!).
Mi piacerebbe tanto continuare con le fasi, ma io non sono andato oltre questa, tutte le proposte che ho ricevuto ho dovuto inevitabilmente bocciarle perchè non soddisfavano i miei standard. Io per adesso ho avuto a che fare solo con case editrici a pagamento e tutte hanno accettato il manoscritto. Sta di fatto che per adesso il manoscritto è nel cassetto… di altre tre case editrici che so non essere a pagamento ed aspetto con pazienza una loro risposta. Intanto scrivo su poterealleformiche e lavoro di labor limae (grazie professoressa di lettere del liceo) sul mio bel romanzetto.
Tanto io non vado di fretta, e voi?
All’inizio del post vi avevo promesso una lista di siti che può darvi ulteriori informazioni e delucidazioni in materia, eccola qui:
Scrittori Esordienti – Il Blog di Writer’s Dream
Di questo consiglio personalmente la lettura perchè è una miniera di informazioni (anche il forum è da visitare), oltre ad essere teatro di confronti con le case editrici.
Pubblicarelibro.com
Qui c’è una guida un po’ come è stata fatta qui, oltre ad esserci una lista di case editrici affidabili (controllate, controllate, controllate!)
Scrittori Esordienti – Come (non) fare
Qui c’è un interessante articolo in cui Beppe Severgnini parla del problema degli esordienti e dell’editoria.
Case editrici? – Yahoo Answers
Qua ho visto che la risposta di “non dite che sono io” è molto chiara e da anche qualche consiglio su alcune case editrici (ricordate parola d’ordine).
Qualche consiglio di Andrea Camilleri
Qui c’è la scheda del libro Pubblicate Esordienti? che contiene una nota di Camilleri, riportata sulla pagina, da leggere!!
Sotto Segnalazione di un gentile visitatore (Stifler):
http://www.consiglieditoriali.it
Da buone dritte sul complesso mondo dell’editoria e approfondisce temi importanti non presenti in questo post.
http://www.ilmiolibro.it
qui rientriamo nella categoria dell’autofinanziamento. E’ molto diverso dal caso degli editori a pagamento. Tramite questo sito è possibile stampare a proprie spese il libro che abbiamo nel cassetto. Si possono fare preventivi e fare anche solo una copia. Un tascabile di 100 pagine viene a costare all’incirca 3/4 euro. Inoltre il sito mette in vetrina i libri autoprodotti, e stila una classifica periodica dei libri più venduti sul sito. Ottima opportunità.. ma attenzione, niente codice a barre e ISBN, dunque non è pubblicato!
http://www.rivistainchiostro.it
E’ il sito di una rivista periodica che da l’opportunità di pubblicare sulle proprie pagine racconti e poesie. E’ molto vicina agli esordienti. Voi mandate il vostro racconto, loro lo giudicano e se lo reputano interessante lo pubblicano. Se non viene pubblicato potete chiamare e vi diranno il giudizio sul vostro testo. Inoltre fanno recenzioni su quali sono le case editrici più vicine agli esordienti e tiene informati sui concorsi letterari. Consiglio di comprare la rivista che è possibile trovare alla feltrinelli o in altre librerie…
Appena trovo qualcos’altro aggiorno la pagina e ve ne rendo partecipi.
Quindi, siete pronti ad entrare nel mondo dell’editoria
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Via!
p.s. Vi do un consiglio molto elementare, se volete tutelare il vostro manoscritto e non volete spendere un pacco di soldi depositandolo alla SIAE (anche se così sarebbe il modo migliore e più sicuro), alcuni consigliano di utilizzare il metodo cosiddetto di data certa, più volgarmente vi spedite da soli il manoscritto via raccomandata prima di spedirlo a qualsiasi casa editrice, facendovi mettere un bel timbro con la data (in realtà si dovrebbe timbrare ogni pagina, però…), così che possiate dimostrare che per primi l’avevate voi!
Buona notte e Buona Fortuna!

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