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	<title>Potere alle Formiche &#187; Esteri</title>
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	<description>Diamo voce alle piccole cose.</description>
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		<title>L&#8217;uomo sulla luna:delirio di massa? (..un piccolo passo per l&#8217;uomo,un gigantesco passo indietro per l&#8217;umanità..)</title>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2009 11:15:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello Affuso</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"><img class="alignleft" src="http://img13.imageshack.us/img13/9839/apollo11luna.jpg" alt="" width="243" height="351" />21 luglio 1969, 4:57 (ora italiana) “Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un passo gigantesco per l&#8217;umanità “ urlava un entusiasta e commesso telecronista. Finalmente eravamo sbarcatati sulla luna, quel satellite che per milioni di anni era stato così vicino nelle sere d’estate da poterlo quasi sfiorare. ma abbastanza lontano da rimanere un sogno proibito;fino a quello storico giorno almeno, quel fatidico momento in cui l’equipaggio formato da Neil Armstrong (comandante della missione), Edwin ldrin (pilota del LEM) e Michael Collins (pilota del modulo di comando) per la prima volta vi arrivò innestando involontariamente un processo regressivo che purtroppo non ha più avuto fine. Nessuno se n’era accorto, o forse le menti erano (la terza persona è d’obbligo dato che non ero ancoro nato) troppo impegnate davanti ai televisori a seguire quell’incredibile spettacolo, per comprendere che con quel gesto dimostravamo di non aver capito proprio nulla della vita e del mondo. L’argomento che andrò qui in breve ad analizzare risulterà probabilmente un assurdità vergognosa a chi là leggerà, un assurdità soprattutto perchè non si è fatto, né detto molto a riguardo come se non fosse altro che un dettaglio trascurabile, ignorato dalla natura curiosa e sognatrice dell’uomo. Il ragionamento che vi propongo è semplice, senza troppi numeri, né farcito da parole “ampollose” e supportato dalla semplice osservazione del mondo che ci circonda e delle condizioni in cui si trova, o meglio in cui lo abbiamo “fatto trovare”. Una domanda semplice per cominciare:”Avete idea di quanto la NASA, e tutte le altre agenzie governative per la ricerca aereo spaziale simili spendano ogni anno? Miliardi di dollari.. e dato che il dollaro vale poco meno dell’euro.. si può dire miliardi di euro, anche perché non sono solo gli USA gli unici che “investono” nello “spazio”. È dai tempi della guerra fredda (quindi circa cinquant’anni) che è cominciata una sorta di “corsa” tra le varie nazioni non finalizzata solo ad avere nuovi e sempre più “intelligenti” armamenti (su cui non mi esprimo nemmeno perché credo che lo spreco e l’inutilità sia manifesta) ma a primeggiare, affermando la propria superiorità sfornando satelliti e sonde capaci di far urlare al miracolo i semplici cittadini&#8230; quindi, moltiplicando gli anni per i fondi spesi dai vari stati, il risultato sarebbe inimmaginabile.. un pozzo senza fondo. La seconda domanda viene di conseguenza:”E la fame nel mondo? ”</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center">No, così per tirare in ballo una problema a caso..(ma credo questo sia di prim’ordine) e quei poveri bambini che i telegiornali ci descrivono sofferenti per mancanza di ogni primaria necessità (solo per fare audience per giunta) dove li mettiamo? Li lasciamo a morire mentre noi andiamo girovagando per il sistema solare? Che nessuno venga a dirmi che quei soldi sono stati, sono e saranno ben spesi.. e anche entrando nel personale ne io, ne i miei amici, ne credo voi lettori, ne i vostri amici e parenti abbiamo avuto mai nessuno giovamento nel sapere che sulla luna pesiamo di meno, ne che su Marte in passato c’era l’acqua, né dal fatto che esistono i buchi neri. per non parlare di alieni e extraterrestri vari che semmai ci possono solo inquietare e impaurire…E quel che è peggio quando viene fine mese, per far la spesa ci si trova come unico contributo dal governo una social card in mano da 45 euro…credo che a quel punto la molta amarezza crei in noi, un dubbio crescente:”é giusto investire nella ricerca o nello specifico in quella che riguarda cosa c’è oltre la nostra atmosfera? ”</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center">Si se almeno avessimo risolto tutti i problemi della terra e dei suoi abitanti. Fin quando si investono biliardi sulla medicina ben venga, come ben venga investire sulla tecnologia e sulle nuove fonti energetiche e su tutto ciò che può aiutarci a vivere meglio o più a lungo allietando il peso di un esistenza già troppo difficile di per sé …ma dato che molto di quello che è stato scoperto sull’ universo, da queste ultracostose sonde e questi inaffidabili satelliti (naturalmente un discorso a parte è quel ramo che si occupa della prevenzione dalla caduta di asteroidi e pericoli vari) non ha portato nessun reale beneficio, rende la parola PROGRESSO solo un termine di 9 lettere, con cui non compriamo da mangiare ai nostri figli, né ripopoliamo gli oceani.. un termine che senza dubbio va rivalutato, ridimensionato.Ed è assurdo quanto la sete di conoscenza e il bisogno di trovare risposte chissà dove nell’universo prevalga persino su quello che intorno a noi “lentamente muore”;tornando ai fondi mal spesi delle nazioni percorrendo una strada più egoistica ma quanto meno ragionevole mi viene da pensare questo:”Tu governo non vuoi aiutare il terzo e il quarto mondo se non con qualche sciocco congresso in cui non si risolve mai nulla, ne preservare l ambiente in cui vivranno i tuoi futuri cittadini? Mi sta relativamente bene. ma perché essere così masochisti e buttarli proprio via questi soldi? Risolleva l’economia delle famiglie e delle banche, alza le pensioni, riduci le tasse, aggiusta le scuole in modo che la gente non si lamenti, non scioperi.. e magari chissà ti rielegga…costruisci hotel a 25 stelle, parcheggi per migliaia di auto, parchi giochi larghi e lunghi chilometri, impianti sportivi in modo da farti visitare da turisti ogni anno e nel contempo dare posti di lavoro eliminando la disoccupazione”&#8230; Sarebbe così facile avere un mondo seppur solo in parte migliore se solo riuscissimo ad ottimizzare i fondi statali e se la smettessimo di fare i bambini sognatori per un attimo e a vivere con un po’ di parsimonia a realismo…c’è così tanto da fare qui sulla Terra che tutto l’iperspazio può restare lì in eterno.. in effetti.. che fretta c’è? Non scappa mica!</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;">Di <em>Marcello Affuso</em></p>


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		<title>The Hand of History. Yes, he did.</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 10:01:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il discorso:</p>
<p>OGGI mi trovo di fronte a voi, umile per il compito che ci aspetta, grato per la fiducia che mi avete accordato, cosciente dei sacrifici compiuti dai nostri avi. Ringrazio il presidente Bush per il servizio reso alla nostra nazione, e per la generosità e la cooperazione che ha mostrato durante questa transizione.</p>
<p>Quarantaquattro americani [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il discorso:</p>
<blockquote><p>OGGI mi trovo di fronte a voi, umile per il compito che ci aspetta, grato per la fiducia che mi avete accordato, cosciente dei sacrifici compiuti dai nostri avi. Ringrazio il presidente Bush per il servizio reso alla nostra nazione, e per la generosità e la cooperazione che ha mostrato durante questa transizione.</p>
<p>Quarantaquattro americani hanno pronunciato il giuramento presidenziale. Queste parole sono risuonate in tempi di alte maree di prosperità e di calme acque di pace. Ma spesso il giuramento è stato pronunciato nel mezzo di nubi tempestose e di uragani violenti. In quei momenti, l&#8217;America è andata avanti non solo grazie alla bravura o alla capacità visionaria di coloro che ricoprivano gli incarichi più alti, ma grazie al fatto che Noi, il Popolo, siamo rimasti fedeli agli ideali dei nostri antenati e alle nostre carte fondamentali.</p>
<p>Così è stato finora. Così deve essere per questa generazione di americani.</p>
<p>E&#8217; ormai ben chiaro che ci troviamo nel mezzo di una crisi. La nostra nazione è in guerra contro una rete di violenza e di odio che arriva lontano. La nostra economia si è fortemente indebolita, conseguenza della grettezza e dell&#8217;irresponsabilità di alcuni, ma anche della nostra collettiva incapacità di compiere scelte difficili e preparare la nostra nazione per una nuova era. C&#8217;è chi ha perso la casa. Sono stati cancellati posti di lavoro. Imprese sono sparite. Il nostro servizio sanitario è troppo costoso. Le nostre scuole perdono troppi giovani. E ogni giorno porta nuove prove del fatto che il modo in cui usiamo le risorse energetiche rafforza i nostri avversari e minaccia il nostro pianeta.</p>
<p>Questi sono gli indicatori della crisi, soggetti ad analisi statistiche e dati. Meno misurabile ma non meno profonda invece è la perdita di fiducia che attraversa la nostra terra &#8211; un timore fastidioso che il declino americano sia inevitabile e la prossima generazione debba avere aspettative più basse.</p>
<p>Oggi vi dico che le sfide che abbiamo di fronte sono reali. Sono serie e sono numerose. Affrontarle non sarà cosa facile né rapida. Ma America, sappilo: le affronteremo.</p>
<p>Oggi siamo riuniti qui perché abbiamo scelto la speranza rispetto alla paura, l&#8217;unità degli intenti rispetto al conflitto e alla discordia.</p>
<p>Oggi siamo qui per proclamare la fine delle recriminazioni meschine e delle false promesse, dei dogmi stanchi, che troppo a lungo hanno strangolato la nostra politica.</p>
<p>Siamo ancora una nazione giovane, ma &#8211; come dicono le Scritture &#8211; è arrivato il momento di mettere da parte gli infantilismi. E&#8217; venuto il momento di riaffermare il nostro spirito tenace, di scegliere la nostra storia migliore, di portare avanti quel dono prezioso, l&#8217;idea nobile, passata di generazione in generazione: la promessa divina che tutti siamo uguali, tutti siamo liberi e tutti meritiamo una possibilità di perseguire la felicità in tutta la sua pienezza.</p>
<p>Nel riaffermare la grandezza della nostra nazione, ci rendiamo conto che la grandezza non è mai scontata. Bisogna guadagnarsela. Il nostro viaggio non è mai stato fatto di scorciatoie, non ci siamo mai accontentati. Non è mai stato un sentiero per incerti, per quelli che preferiscono il divertimento al lavoro, o che cercano solo i piaceri dei ricchi e la fama.</p>
<p>Sono stati invece coloro che hanno saputo osare, che hanno agito, coloro che hanno creato cose &#8211; alcuni celebrati, ma più spesso uomini e donne rimasti oscuri nel loro lavoro, che hanno portato avanti il lungo, accidentato cammino verso la prosperità e la libertà.</p>
<p>Per noi, hanno messo in valigia quel poco che possedevano e hanno attraversato gli oceani in cerca di una nuova vita.</p>
<p>Per noi, hanno faticato in aziende che li sfruttavano e si sono stabiliti nell&#8217;Ovest. Hanno sopportato la frusta e arato la terra dura.<br />
Per noi, hanno combattuto e sono morti, in posti come Concord e Gettysburg; in Normandia e a Khe Sahn.<br />
Questi uomini e donne hanno lottato e si sono sacrificati e hanno lavorato finché le loro mani sono diventate ruvide per permettere a noi di vivere una vita migliore. Hanno visto nell&#8217;America qualcosa di più grande che una somma delle nostre ambizioni individuali; più grande di tutte le differenze di nascita, censo o fazione.</p>
<p>Questo è il viaggio che continuiamo oggi. Rimaniamo la nazione più prospera, più potente della Terra. I nostri lavoratori non sono meno produttivi rispetto a quando è cominciata la crisi. Le nostre menti non sono meno inventive, i nostri beni e servizi non meno necessari di quanto lo fossero la settimana scorsa, o il mese scorso o l&#8217;anno scorso. Le nostre capacità rimangono inalterate. Ma è di certo passato il tempo dell&#8217;immobilismo, della protezione di interessi ristretti e del rinvio di decisioni spiacevoli. A partire da oggi, dobbiamo rialzarci, toglierci di dosso la polvere, e ricominciare il lavoro della ricostruzione dell&#8217;America.</p>
<p>Perché ovunque volgiamo lo sguardo, c&#8217;è lavoro da fare. Lo stato dell&#8217;economia richiede un&#8217;azione, forte e rapida, e noi agiremo &#8211; non solo per creare nuovi posti di lavoro, ma per gettare le nuova fondamenta della crescita.</p>
<p>Costruiremo le strade e i ponti, le reti elettriche e le linee digitali che alimentano i nostri commerci e ci legano gli uni agli altri. Restituiremo alla scienza il suo giusto posto e maneggeremo le meraviglie della tecnologia in modo da risollevare la qualità dell&#8217;assistenza sanitaria e abbassarne i costi.</p>
<p>Imbriglieremo il sole e i venti e il suolo per alimentare le nostre auto e mandare avanti le nostre fabbriche.<br />
E trasformeremo le nostre scuole, i college e le università per venire incontro alle esigenze dei tempi nuovi. Possiamo farcela. E lo faremo.</p>
<p>Ora, ci sono alcuni che contestano le dimensioni delle nostre ambizioni &#8211; pensando che il nostro sistema non può tollerare troppi grandi progetti. Costoro hanno corta memoria. Perché dimenticano quel che questo paese ha già fatto. Quel che uomini e donne possono ottenere quando l&#8217;immaginazione si unisce alla volontà comune, e la necessità al coraggio.</p>
<p>Quel che i cinici non riescono a capire è che il terreno gli è scivolato sotto i piedi. Gli argomenti politici stantii che ci hanno consumato tanto a lungo non sono più applicabili. La domanda che formuliamo oggi non è se il nostro governo sia troppo grande o troppo piccolo, ma se funzioni o meno &#8211; se aiuti le famiglie a trovare un lavoro decentemente pagato, cure accessibili, una pensione degna. Laddove la risposta sia positiva, noi intendiamo andare avanti. Dove sia negativa, metteremo fine a quelle politiche. E coloro che gestiscono i soldi della collettività saranno chiamati a risponderne, affinché spendano in modo saggio, riformino le cattive abitudini, e facciano i loro affari alla luce del sole &#8211; perché solo allora potremo restaurare la vitale fiducia tra il popolo e il suo governo.</p>
<p>La questione di fronte a noi non è se il mercato sia una forza del bene o del male. Il suo potere di generare benessere ed espandere la libertà è rimasto intatto. Ma la crisi ci ricorda che senza un occhio rigoroso, il mercato può andare fuori controllo e la nazione non può prosperare a lungo quando il mercato favorisce solo i già ricchi. Il successo della nostra economia è sempre dipeso non solo dalle dimensioni del nostro Pil, ma dall&#8217;ampiezza della nostra prosperità, dalla nostra capacità di estendere le opportunità per tutti coloro che abbiano volontà &#8211; non per fare beneficenza ma perché è la strada più sicura per il nostro bene comune.</p>
<p>Quanto alla nostra difesa comune, noi respingiamo come falsa la scelta tra sicurezza e ideali. I nostri Padri Fondatori, messi di fronte a pericoli che noi a mala pena riusciamo a immaginare, hanno stilato una carta che garantisca l&#8217;autorità della legge e i diritti dell&#8217;individuo, una carta che si è espansa con il sangue delle generazioni. Quegli ideali illuminano ancora il mondo, e noi non vi rinunceremo in nome di qualche espediente. E così, per tutti i popoli e i governi che ci guardano oggi, dalle più grandi capitali al piccolo villaggio dove è nato mio padre: sappiate che l&#8217;America è amica di ogni nazione e di ogni uomo, donna e bambino che sia alla ricerca di un futuro di pace e dignità, e che noi siamo pronti ad aprire la strada ancora una volta.</p>
<p>Ricordiamoci che le precedenti generazioni hanno sgominato il fascismo e il comunismo non solo con i missili e i carriarmati, ma con alleanze solide e convinzioni tenaci. Hanno capito che il nostro potere da solo non può proteggerci, né ci autorizza a fare come più ci aggrada. Al contrario, sapevano che il nostro potere cresce quanto più lo si usa con prudenza. La nostra sicurezza emana dalla giustezza della nostra causa, dalla forza del nostro esempio, dalle qualità dell&#8217;umiltà e del ritegno.</p>
<p>Noi siamo i custodi di questa eredità. Guidati ancora una volta dai principi, possiamo affrontare le nuove minacce che richiederanno sforzi ancora maggiori &#8211; una cooperazione e comprensione ancora maggiori tra le nazioni. Cominceremo a lasciare responsabilmente l&#8217;Iraq alla sua gente, e a forgiare una pace duramente guadagnata in Afghanistan. Con i vecchi amici e i vecchi nemici, lavoreremo senza sosta per diminuire la minaccia nucleare, e respingere lo spettro di un pianeta che si surriscalda. Non chiederemo scusa per il nostro stile di vita, né ci batteremo in sua difesa. E a coloro che cercano di raggiungere i propri obiettivi creando terrore e massacrando gli innocenti, noi diciamo adesso che il nostro spirito è più forte e non può essere infranto. Voi non ci sopravviverete, e noi vi sconfiggeremo.</p>
<p>Perché noi sappiamo che il nostro retaggio &#8220;a patchwork&#8221; è una forza e non una debolezza. Noi siamo una nazione di cristiani e musulmani, ebrei e induisti e non credenti. Noi siamo formati da ciascun linguaggio e cultura disegnata in ogni angolo di questa Terra; e poiché abbiamo assaggiato l&#8217;amaro sapore della Guerra civile e della segregazione razziale e siamo emersi da quell&#8217;oscuro capitolo più forti e più uniti, noi non possiamo far altro che credere che i vecchi odi prima o poi passeranno, che le linee tribali saranno presto dissolte, che se il mondo si è rimpicciolito, la nostra comune umanità dovrà riscoprire se stessa; e che l&#8217;America deve giocare il suo ruolo nel far entrare il mondo in una nuova era di pace.</p>
<p>Per il mondo musulmano noi indichiamo una nuova strada, basata sul reciproco interesse e sul mutuo rispetto. A quei leader in giro per il mondo che cercano di fomentare conflitti o scaricano sull&#8217;Occidente i mali delle loro società &#8211; sappiate che i vostri popoli vi giudicheranno su quello che sapete costruire, non su quello che distruggete. A quelli che arrivano al potere attraverso la corruzione e la disonestà e mettendo a tacere il dissenso, sappiate che siete dalla parte sbagliata della Storia; ma che vi tenderemo la mano se sarete pronti ad aprire il vostro pugno.</p>
<p>Alla gente delle nazioni povere, noi promettiamo di lavorare insieme per far fiorire le vostre campagne e per pulire i vostri corsi d&#8217;acqua; per nutrire i corpi e le menti affamate. E a quelle nazioni, come la nostra. che godono di una relativa ricchezza, noi diciamo che non si può più sopportare l&#8217;indifferenza verso chi soffre fuori dai nostri confini; né noi possiamo continuare a consumare le risorse del mondo senza considerare gli effetti. Perché il mondo è cambiato e noi dobbiamo cambiare con esso.</p>
<p>Se consideriamo la strada che si apre davanti a noi, noi dobbiamo ricordare con umile gratitudine quegli americani coraggiosi che, proprio in queste ore, controllano lontani deserti e montagne. Essi hanno qualcosa da dirci oggi, proprio come gli eroi caduti che giacciono ad Arlington mormorano attraverso il tempo. Noi li onoriamo non solo perché sono i guardiani della nostra libertà, ma perché essi incarnano lo spirito di servizio: una volontà di trovare significato in qualcosa più grande di loro. In questo momento &#8211; un momento che definirà una generazione &#8211; è precisamente questo lo spirito che deve abitare in tutti noi.</p>
<p>Per tanto che un governo possa e debba fare, alla fine è sulla fede e la determinazione del popolo americano che questa nazione si fonda. E&#8217; la gentilezza nell&#8217;accogliere uno straniero quando gli argini si rompono, la generosità dei lavoratori che preferiscono tagliare il proprio orario di lavoro piuttosto che vedere un amico perdere il posto, che ci hanno guidato nei nostri momenti più oscuri. E&#8217; il coraggio dei vigili del fuoco nel precipitarsi in una scala invasa dal fumo, ma anche la volontà di un genitore di nutrire il proprio figlio, che alla fine decidono del nostro destino.</p>
<p>Forse le nostre sfide sono nuove. Gli strumenti con cui le affrontiamo forse sono nuovi. Ma i valori da cui dipende il nostro successo &#8211; lavoro duro e onestà, coraggio e fair play, tolleranza e curiosità, lealtà e patriottismo &#8211; tutto questo è vecchio. Sono cose vere. Sono state la forza tranquilla del progresso nel corso di tutta la nostra storia. Quel che è necessario ora è un ritorno a queste verità. Quel che ci viene chiesto è una nuova era di responsabilità &#8211; il riconoscimento, da parte di ogni americano, che abbiamo un dovere verso noi stessi, la nostra nazione, il mondo, doveri che non dobbiamo accettare mugugnando ma abbracciare con gioia, fermi nella consapevolezza che non c&#8217;è nulla di più soddisfacente per lo spirito, così importante per la definizione del carattere, che darsi completamente per una causa difficile.</p>
<p>Questo è il prezzo e la promessa della cittadinanza.</p>
<p>Questa è la fonte della nostra fiducia &#8211; la consapevolezza che Dio ci ha chiamato a forgiare un destino incerto.</p>
<p>Questo è il significato della nostra libertà e del nostro credo &#8211; perché uomini, donne e bambini di ogni razza e di ogni fede possono unirsi nella festa in questo Mall magnifico, e perché un uomo il cui padre meno di sessanta anni fa non avrebbe neanche potuto essere servito in un ristorante ora può trovarsi di fronte a voi per pronunciare il giuramento più sacro di tutti.</p>
<p>Perciò diamo a questa giornata il segno della memoria, di chi siamo e di quanta strada abbiamo fatto. Nell&#8217;anno in cui l&#8217;America è nata, nel più freddo dei mesi, una piccola banda di patrioti rannicchiati intorno a falò morenti sulle rive di un fiume ghiacciato. La capitale era stata abbandonata. Il nemico avanzava. La neve era macchiata di sangue. Nel momento in cui l&#8217;esito della nostra rivoluzione era in dubbio come non mai, il padre della nostra nazione ordinò che si leggessero queste parole al popolo:</p>
<p>&#8220;Che si dica al futuro del mondo&#8230; che nel profondo dell&#8217;inverno, quando possono sopravvivere solo la speranza e la virtù&#8230; Che la città e la campagna, allarmate da un pericolo comune, si sono unite per affrontarlo&#8221;.<br />
America. Di fronte ai nostri pericoli comuni, in questo inverno dei nostri stenti, ricordiamo queste parole senza tempo. Con speranza e virtù, affrontiamo con coraggio le correnti ghiacciate, e sopportiamo quel che le tempeste ci porteranno. Facciamo sì che i figli dei nostri figli dicano che quando siamo stati messi alla prova non abbiamo permesso che questo viaggio finisse, che non abbiamo voltato le spalle e non siamo caduti. E con gli occhi fissi sull&#8217;orizzonte e la grazia di Dio su di noi, abbiamo portato avanti il grande dono della libertà e l&#8217;abbiamo consegnato intatto alle generazioni future.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.poterealleformiche.com/immagini/obamapresident.png"><img class="alignnone" title="I quotidiani dal mondo" src="http://www.poterealleformiche.com/immagini/obamapresident.png" alt="" width="456" height="320" /></a></p>


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		<title>Dazibao, #2</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 00:20:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Habbashon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>I&#8217;ve just one word for you, Florida: Tomorrow. </p>
<p>(link alternativo)
</p>
<p>E&#8217; con le parole di Barack Hussein Obama Jr. che vi auguro ma&#8217;alob&#8217;Kin e vi accolgo a Dazibao.
Si, è vero: anch&#8217;io mi sarei aspettato da me di leggere da queste parti qualcosa che parlasse della &#8220;truffa 133&#8243;, come io amo chiamarla. A maggior ragione se penso [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="#ff0000;"><em><a title="Superate i 30 secondi di pubblicità!" href="http://www.msnbc.msn.com/id/21134540/vp/27518766#27518766" target="_blank">I&#8217;ve just one word for you, Florida: Tomorrow.</a> </em></span></p>
<p><span style="#ff0000;"><em></em><a title="Link alternativo (no spot)" href="http://www.englandforobama.com/barack-obama-tomorrow" target="_blank"><span style="#ff0000;">(link alternativo)</span><br />
</a></span></p>
<p>E&#8217; con le parole di Barack Hussein Obama Jr. che vi auguro <span style="#ff0000;">ma&#8217;alob&#8217;Kin</span> e vi accolgo a <span style="#ff0000;"><span style="#ff0000;">Dazibao</span></span>.<br />
Si, è vero: anch&#8217;io mi sarei aspettato da me di leggere da queste parti qualcosa che parlasse della &#8220;truffa 133&#8243;, come io amo chiamarla. A maggior ragione se penso che ho partecipato, non solo con la presenza ma anche dando il mio singolare contributo (vedi foto della manifestazione del 29/10) alle agitazioni che hanno coinvolto gli atenei e le scuole superiori della nostra città. Ancor di più se considero che potrebbe essere una buona occasione per dire qualcosina sul nostro amato governo.</p>
<p>E invece no. Invece no perchè i miei compagni d&#8217;inchiostro hanno fatto e stanno facendo un gran lavoro di informazione sulla questione generale, particolare e locale. Un gran lavoro ben rifinito, corredato di testimonianze, ricco di chicche e, soprattutto, quanto più possibile oggettivo. Ed io, conoscendomi, so che non sarei stato capace di tale sforzo, da tutti i punti di vista sopra citati.</p>
<p>Per questo, cambiamo argomento. Cambiamo ambito. <span style="#ff0000;">CAMBIAMO!</span></p>
<p>E&#8217; questa la parola che sta facendo battere i cuori di chi almeno s&#8217;illude che una bella fetta delle decisioni mondiali dei prossimi quattro anni possa davvero essere presa dalla gente, dal popolo, dalla democrazia.<br />
Lo sguardo è puntato dall&#8217;altra parte dell&#8217;oceano, i riflettori su Washington, le telecamere su 1600, Pennsylvania Avenue. Si aspetta qualcuno in arrivo anche se, per ora, come titola &#8220;L&#8217;Unità&#8221; del 4/11, &#8220;una cosa è certa&#8221;:</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.poterealleformiche.com/immagini/filo.jpg" alt="La certezza." width="441" height="640" /></p>
<p>Barack ha incarnato le speranze non solo di un&#8217;America distrutta e da sempre opposta a Bush, ma anche di un&#8217;altra America che Giorgino l&#8217;aveva invece votato, ed ha dovuto poi fare i conti con gli evidenti limiti di una gestione poco lungimirante, troppo influenzata dalla cupidigia (si veda Fahrenheit 9/11), davvero &#8220;piccola&#8221; nel pensiero (i fisionomisti, in questo caso, avevano visto giusto).</p>
<p>Barack ha incarnato le speranze non solo degli elettori di una bella fetta delle sinistre europee che sono attualmente alle prese con veri e propri canyon di consenso (rimandiamo ad un altro Dazebao il perchè), delusi dall&#8217;inadeguatezza dei propri rappresentanti nazionali quando chiamati a fare il proprio dovere, ma anche di un assembramento per nulla ristretto nè necessariamente mancino (anzi) di abitanti del Vecchio Continente per i quali un cambio alla guida della potenza economica maggiore del pianeta rappresenta una boccata d&#8217;ossigeno ben diluito in tempi di crisi della liquidità così diffusa ed omogenea.</p>
<p>Barack ha incarnato le speranze non solo di chi pensava e sperava nelle ripercussioni geopolitiche (ovvie), sociali (enormi), diplomatiche (finalmente), economiche (come sopra), militari (hallelujah), storiche (quindi), ma anche di chi, <em>semplicemente</em>, aspettava da tempo che millenni di ignoranza, stupidità deliberata, conservatorismo represso-espresso, chiusura mentale, gratuito malpensiero, si trovassero alle prese con un presidente&#8230; NERO!</p>
<p>Insomma, Barack ha incarnato pure le mie speranze. Il Caso è così superiore, così beffardo. E&#8217; il migliore dei registi, ed in questo caso è pure hollywoodiano. In Italia, in questo periodo, chi la pensa come chi scrive vive un momento di reale depressione, di sfiducia vera e radicata. Eppure, seguire l&#8217;altra notte la corsa dei ballots, svegliarsi la mattina dopo e per prima cosa, prima della colazione, prima perfino del bagno, aprire la pagina online di USAToday e leggere che &#8220;Obama has been elected 44th President of the United States of America&#8221;&#8230; beh, mi ha fatto credere, ancora una volta, che non tutto è deciso. Dopo giorni dubbiosi, sono uscito di nuovo col sorriso stampato sul viso. Ed ho avuto un motivo in più, il terzo, per amare il 5 di novembre.</p>
<p><a title="Uno degli altri due motivi per cui amo il 5 di Novembre" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gunpowder_Plot"><em>REMEMBER, REMEMBER: THE FIFTH OF NOVEMBER!</em></a></p>
<p>Habbashon</p>


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		<title>Cosa può fare di più la natura?</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 20:27:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonardo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Cosa più di farsi notare ogni tanto? Cosa più di donare semplicità sotto i raggi del sole?</p>
<p></p>
<p>E allora una competizione sportiva può fermarsi per concedere alla farfalla tutta la tranquillità di cui ha bisogno, tutti gli occhi possono puntarsi sulle sue ali nere e bianche, leggere, eteree.</p>
<p>Quanta perfezione nella simmetria della natura!</p>
<p>E che orrore riconoscere [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa più di farsi notare ogni tanto? Cosa più di donare semplicità sotto i raggi del sole?</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/sport/farfalla-golf/1.html"><img class="alignnone" title="Una farfalla si posa sulla pallina da golf in Messico" src="http://www.poterealleformiche.com/immagini/farfallagolf.png" alt="" width="622" height="427" /></a></p>
<p>E allora una competizione sportiva può fermarsi per concedere alla farfalla tutta la tranquillità di cui ha bisogno, tutti gli occhi possono puntarsi sulle sue ali nere e bianche, leggere, eteree.</p>
<p>Quanta perfezione nella simmetria della natura!</p>
<p>E che orrore riconoscere che siamo arrivati ad un punto di non ritorno, un punto in cui se una creatura così graziosa ci vola vicino noi ci spaventiamo, e la cacciamo via, come fosse una minaccia.</p>
<p>Sono altre le minacce, non il bacio di un ordine a te superiore.</p>
<p>E se una farfalla si posa su di te non sei solo molto fortunato, probabilmente somigli anche ad una pallina da golf.</p>
<p>Leonardo</p>


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		<title>Prima o poi doveva succedere!</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 10:38:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonardo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Abbiamo tutti letto, sentito, percepito, compreso, l&#8217;importanza dell&#8217;elezione a presidente degli stati Uniti il democratico Barack Obama. Ora, in un clima politico leggermente teso tra USA e Russia, il nostro Premier se ne esce con una battuta diciamo così ambigua, sulla &#8220;avvenenza&#8221; del neo-eletto americano. Berlusconi infatti dichiara riferendosi a Medvedev (Presidente della Federazione Russa)</p>
<p>Obama [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo tutti letto, sentito, percepito, compreso, l&#8217;importanza dell&#8217;elezione a presidente degli stati Uniti il democratico Barack Obama. Ora, in un clima politico <span style="color: #ff0000;">leggermente teso</span> tra USA e Russia, il nostro Premier se ne esce con una battuta diciamo così ambigua, sulla &#8220;avvenenza&#8221; del neo-eletto americano. Berlusconi infatti dichiara riferendosi a Medvedev (Presidente della Federazione Russa)</p>
<blockquote><p>Obama ha tutto per poter andare d&#8217;accordo con lui, perchè è giovane, è bello e anche abbronzato e quindi penso che si possa sviluppare una buona collaborazione</p></blockquote>
<p>Ovviamente dopo poco si è scatenato un putiferio a livello nazionale, con dichiarazioni che andavano da sinistra</p>
<blockquote><p>La migliore delle ipotesi &#8211; dice Franceschini &#8211; è che Berlusconi non riesca più a controllarsi. Dimentica che le sue parole coinvolgono l&#8217;immagine del nostro Paese nel mondo. Dire che il presidente degli Stati Uniti è &#8216;giovane, bello e anche abbronzato&#8217; suonerà alle orecchie di tutto il mondo come una offesa carica di pericolose ambiguità</p></blockquote>
<p>A destra</p>
<blockquote><p>&#8221; le parole del Cavaliere si spiegano con una teoria psicologica per cui fondamento del razzismo è l&#8217;invidia dei bianchi per un colore più gradevole&#8221;. Ministro Rotondi</p></blockquote>
<p>Ora, a parte gli attacchi dell&#8217;opposizione, vorrei dare un&#8217;attimo maggior risalto ad una questione, <span style="color: #ff0000;">il giro del mondo della notizia</span>. Sì perchè dopo pochi minuti la notizia era in prima pagina sui siti dei più grandi giornali internazionali, tanto per citarne qualcuno</p>
<blockquote><p><span style="color: #ff0000;">Drudge Report<br />
International Herald Tribune<br />
De Telegraaf<br />
Heraldo<br />
CNN<br />
Hurriyet<br />
Abc News<br />
The Evening Sun<br />
Afp<br />
Mailonline<br />
Bloomberg<br />
Online Focus<br />
Los Angeles Times<br />
Lavanguardia.es<br />
Lejdd.fr<br />
Obs<br />
Telegraph<br />
Herald Sun<br />
Leader Post<br />
National Post<br />
Swissinfo<br />
Berlingske<br />
Timesonline<br />
Guardian<br />
Chron<br />
Boston Herald</span></p></blockquote>
<p>&#8230; e si potrebbe continuare!</p>
<p>Berlusconi per niente turbato risponde così ai giornalisti che lo accusano di aver fatto fatto una terribile gaffe</p>
<blockquote><p>Perchè? C’è qualcuno che ha obiettato? Uno può sempre prendere <span style="color: #ff0000;">la laurea del coglione</span> quando vuole. Se uno vuole prendersi una laurea pubblica, ogni occasione è buona. Mi sono veramente rotto e dico tutto quello che penso. Pensavamo ci fossero tanti imbecilli in circolazione. Quello che non immaginavamo è che fossero così imbecilli da autodichiarsi, da autocertificarsi pubblicamente. Lo hanno fatto. Li conoscevamo già, ma non pensavamo fossero così imbecilli</p></blockquote>
<p>Il premier asserisce che avrà ottimi legami con la nuova amministrazione Usa<br />
C&#8217;è una notizia fresca di stamattina però, dopo <span style="color: #ff0000;">un messaggio di Al Qaeda</span> (<a href="http://www.repubblica.it/2008/11/dirette/sezioni/esteri/elezioni-usa/7-novembre/index.html" target="_blank">Link</a>) lanciato attraverso un audio registrato, Obama ha chiamato i grandi premier degli stati Europei come la Merkel, Brown, Sarkozy&#8230; e&#8230; basta.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Indovinate chi manca all&#8217;appello</span>!</p>
<p>Leonardo</p>


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		<title>Yes, we can. Barack Obama alla casa Bianca</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 19:23:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>
		<category><![CDATA[vittoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Eh sì, è confermato e mi sembra assurdo non dare risalto a questa notizia che ha già fatto il giro del mondo milioni di volte. Barack Obama batte McCain con una maggioranza schiacciante e diventa il più giovane presidente degli USA oltre e soprattutto ad essere il primo Presidente Afro-Americano. Il Democratico ha poi fatto [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Eh sì, è confermato e mi sembra assurdo non dare risalto a questa notizia che ha già fatto il giro del mondo milioni di volte. Barack Obama batte McCain con una maggioranza schiacciante e diventa il più giovane presidente degli USA oltre e soprattutto ad essere il primo Presidente Afro-Americano. Il Democratico ha poi fatto il suo discorso a Chicago, davanti ad una folla in delirio per il &#8220;miracolo&#8221;. Dall&#8217;altro lato McCain ha fatto le dovute congratulazioni con un discorso di tutto rispetto verso il suo avversario &#8221; che ora è il mio presidente&#8221;.</p>
<p>Un giorno leggendario a cui tutti i quotidiani del mondo hanno dato un grande risalto. Come poteva mancare poterealleformiche.com?</p>
<p>Leonardo</p>
<p>p.s. Sarà una svolta?</p>
<p><img alt="" src="http://graphics8.nytimes.com/images/2008/11/04/us/05campaign1050_600.JPG" title="Obama vince le elezioni" align="center" width="600" height="331" /></p>


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