Le previsioni erano positive, le avevi controllate.
L’acqua ti scorre sulla faccia perchè senza alcun motivo hai messo il casco senza visiera.
Come se fossi forte abbastanza, come se non avessi bisogno di proteggerti.
Tieni gli occhi aperti, le lenti a contatto si appannano di pioggia che puzza di città.
Ti si bagnano gli stivali, le gambe e, dato che in moto non si può andare all’amazzone, perfino le mutande.
Ti dici che non è niente, che è così scontato arrabbiarsi per un temporale improvviso, che può essere anche divertente sguazzare così, siamo sempre tutti asciutti e stirati, per una volta si può mandare all’aria ogni pudore, mostrarsi stropicciati e pieni di lacrime impietose.
Ma il vento ti stringe addosso il cappotto bagnato e fa un freddo cane.
E poi c’è la cosa più bella, la cosa più scontata, la cosa più disarmante.
La guardi attraverso i vetri grigi e spessi di questo novembre.
Quando torni a casa.
Quella luce dorata.


Sai, mi è capitato spesso di trovarmi sotto la pioggia senza aspettarmelo. Di essere stato ottimista, senza piedi per terra e senza un minimo di riflessività lanciato così, per la strada sulle due ruote che tanto mi sono compagne.
Ma sai, quando piove, ed anche tanto, fermarsi è inutile.. Spesso le strade che percorriamo non hanno ripari, non ci sono balconi più lunghi o larghi, non ci sono porticati o androni aperti, non c’è da ripararsi.
E allora che si fa? si va avanti. E si prende tanta acqua, e prima ti bagni le mani, e poi senti che entra sotto la giacca, ti entra dal colletto e vedi le gocce scorrere sul casco verso sinistra e destra, un po’ a farti strada, se ci pensi.
In fondo, cosa può, una pioggia, su un uomo? Può farlo fermare per fargli pensare il da farsi.. Ma in tante situazioni non c’è nulla da fare, bagno sia.
Tanto a una cosa pensi, in questi casi, al fatto che si ti puoi star bagnando, mutande e anima, ma in fondo alla strada c’è una casa ad aspettarti, la tua casa. Dove arriverai, qualcuno ti dirà ma che hai fatto ti sei bagnato? togliti sta roba di dosso e vatti a fa na doccia! e la pioggia sarà un ricordo, forse neanche brutto.
Il giorno dopo magari un raffreddore ti potrebbe ricordare il bel momento passato in strada. E allora?
Non so come la vedi tu, ma io sono contento quando per la strada vengo messo in difficoltà, quando so che sto facendo un’esperienza che mi rimane, che mi forgia. Che si mi fa capire quanto so e soprattutto quanto non so ancora del guidare.
E allora raffreddore o no, quando torno a casa, la mia casa, sono contento. Contento di tutto della pioggia e della casa, della difficoltà e dell’arrivo, del fatto che mi succederà ancora, e ancora, fin quando non sarò diventato talmente previdente da uscire sempre col cos o della pioggia e….
sai che caldo!
Leonardo