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Felicità Familiare - Lev N. Tolstoj

Copertina del Libro

Copertina del Libro

Buongiorno care formiche.

Ritorniamo al caro vecchio segnalibro con un racconto che ha una storia un po’ particolare. Sono arrivato all’acquisto di questo libro solo dopo aver letto una citazione contenuta nel libro “Nelle terre selvagge” di Jon Krakauer. Insomma il libro da cui è tratto il Film “Into the Wild” (ne abbiamo parlato, vi ricordate?). Ho dovuto chiedere un 2-3 librerie prima di trovarlo e da subito mi ha dato una sensazione diversa da quella che mi aspettavo. Una specie di preparazione alla sensazione che ho avuto quando l’ho finito, e di cui vi parlerò fra poco se ne avrete la pazienza.

Premetto anche che, diversamente da quanto qualcuno di voi potrebbe pensare, io di Tolstoj non avevo mai letto niente. Certo l’avevo sentito sicuramente nominare per grandi opere come Guerra e Pace, ma comunque non l’avevo mai letto. Ho anche visto che edizioni meno recenti della mia si trova con il nome di “La Felicità Domestica”, ma comunque è lo stesso identico scritto.

Devo dire anche che arrivo alla lettura di questo libro convinto che in esso si trovasse una delle radici della conclusione “Happiness is real only when shared” (La felicità è vera solo quando è condivisa) raggiunta da Chris, il ragazzo dalla cui storia nasce il film sopracitato. Convinto dunque che in quel libro si nascondesse una sorta di rivisitazione filosofica del concetto di felicità e famiglia, di condivisione e armonia. Cosa che tra l’altro anche il titolo suggeriva.

Al contrario, e si incomincia ad avvertire qualcosa già all’inizio, ben presto ci si rende conto infatti che il libro va nella direzione diametralmente opposta.

La storia si compone in due parti fondamentali.

La Prima Parte

Nella prima parte l’esordio si ambienta immediatamente dopo la morte del padre di Masa, la protagonista del racconto, che tra l’altro narra la storia in prima persona e dunque è sempre il suo il punto di vista. Questa racconta che dopo la morte del padre e della madre lei vive in campagna con la piccola Sonja e con Katja, la loro badante/nutrice. A causa proprio di queste due perdite Masa è in uno stato di apatia, non riuscendo a non fare niente e sentendo di star sprecando il tempo della sua bellezza e giovinezza.

La perdita della mamma era stata per me un gran dolore, ma devo confessare che al di là di questo dolore sentivo pure che ero giovane, bella, come tutti mi dicevano, e che, ecco, sciupavo già il secondo inverno inutilmente nella solitudine, in campagna. Verso la fine dell’inverno, questo senso di angoscia della solitudine, e semplicemente di noia, si accrebbe a tal segno che non uscivo dalla camera, non aprivo il pianoforte, non prendevo un libro in mano.”

L’unico raggio di sole in questo buio sono le visite di Sergej, vecchio amico del padre e loro tutore. Le sue visite inizialmente hanno un fine meramente pratico e amministrativo poichè è lui che gestisce l’economia della famiglia. In realtà si avverte il legame tra Sergej e Masa fin dalle prime righe, tanto è che le visite diventano più frequenti ed anche prive di intenti gestionali. Sergej invita Masa a suonare il pianoforte per lui e non manca mai di notarne e apprezzarne la bellezza e le doti.

E così che Masa incomincia ad innamorarsi segretamente di Sergej, non badando alla grande differenza di età che li separa, pensando solo a loro due e a come sarebbe potuta essere felice la loro esistenza insieme. Lui è un personaggio solare, sempre allegro e di buon umore, che apprezza la vita solitaria in campagna, lontana dalla città e dalla mondanità. Lei sembra condividere appieno questo modus vivendi ed il condividere questi intenti fomenta ancora di più il suo amore per il tutore. Questo ben presto mangia la foglia e viene anche scoperto da Masa mentre è in giardino a giocherellare con un fiore pronunciando il suo nome. Sergej ha paura della differenza di età e del fatto che lei, giovane e bella come è, indubbiamente dopo poco avrebbe desiderato la città e l’ammirazione, i balli e le feste. Tuttavia Masa lo rassicura dicendo che questo non sarebbe mai accaduto, così, tra pochi invitati, ha luogo il matrimonio di Sergej e Masa. E’ in questa parte del libro che si raggiunge l’apice della “Felicità“. Da qui in poi assisteremo ad un lento declino.

La Seconda Parte

Dopo sposati i due vanno a vivere in campagna e passano mesi insieme caratterizzati da immensa felicità e da amore pervasivo dell’uno verso l’altro. Masa infatti parla del senso della vita proprio come del viver per l’altro, con amore per l’altro e non soddisfare i bisogni del proprio amato. Lei è sempre in casa a fare faccende mentre Lui spesso esce per lavoro e per trattare con i contadini dei terreni.

Ben presto Masa accusa noia e lo fa notare a Sergej che ovviamente incomincia a capire ed a pensare “avevo ragione”, senza ovviamente dirlo. Quando si presenterà la possibilità i due andranno in città, a Pietroburgo, dove Masa incomincerà a frequentare feste mondane alle quali ovviamente trascinerà anche Sergej, il quale non cambierà mai la sua posizione in merito al disprezzo per le feste, i balli, il lusso e le dinamiche del vivere mondano. Piuttosto però, anche a causa del suo atteggiamento paternalistico nei confronti di Masa, l’accompagna e le permette di trarre soddisfazione da queste feste (in seguito la stessa Masa tra le lacrime glielo rinfaccerà: – Perchè non mi hai fermato? -). In primis lei è trattata come la reginetta delle feste, come la più bella di Russia e così via. Dopo una decina di pagine spunterà ovviamente un’altra ragazza che sarà trattata allo stesso modo, stoccata doverosa di Tolstoj alla caducità e all’assoluto non-sense del concetto di luci della ribalta. E’ qui che il rapporto tra Sergej incomincia a incrinarsi seriamente e si spezza definitivamente quando Masa si accorge che forse lei stessa non lo ama più, o magari non lo ama più nello stesso modo. Intanto la coppia ha avuto dei figli ed anche riguardo a loro c’è una parentesi interessante aperta dall’autore. Infatti mentre Sergej passa molto tempo con loro, leggendogli storie e giocandoci, Masa non ha mai tempo per loro (cosa per la quale più volte cerca di giustificarsi). La fine del libro, come potete immaginare, va verso la disgregazione dell’amore tra i due, e della costruzione per Masa di qualcosa di nuovo.

Da quel giorno ebbe fine il mio romanzo con mio marito. L’antico amore mi divenne una rimembranza cara e irrevocabile, e un nuovo sentimento d’amore per i miei bambini e per il padre dei miei bambini mise principio per me a un’altra vita, oramai del tutto diversamente felice, e che io non ho ancora finito di vivere nel momento presente

Tolstoj lascia dunque un finale aperto.

A livello stilistico come dicevo prima il libro è in prima persona, dal punto di vista di Masa. L’autore anche a livello lessicale gioca molto sulle contrapposizioni; nella primissima parte del libro troviamo molti non potevo, non facevo, non volevo. Dopo invece potevo, amavo, pensavo, desideravo.
Grande importanza è data anche al livello metaforico della descrizione del tempo atmosferico, sempre minuziosa.
All’inizio infatti (durante l’innamoramento) c’è sempre il sole e serate con bellissimi tramonti. Le notti, ovviamente, stellate. Nella seconda parte del libro la pioggia cade inesorabile.

Conclusioni:

Come avrete ora potuto capire il libro non tratta della felicità familiare, riscontrabile solo in un paio di pagine sul totale. In realtà Tolstoj sembra esprimere una certa miscredenza nei confronti dell’istituzione famiglia. Le incomprensioni ed i rancori regnano sovrani e le due persone non riescono a sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda.

Cosa è successo tra Sergej e Masa?
Sarà stata la differenza di età o la vita mondana di Pietroburgo, Tolstoj sembra affermare “si sapeva che andava a finire così“. Eppure ci lascia un finale aperto, cosa sarà successo dopo?

Buona vita
Leonardo

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8 comments to Felicità Familiare – Lev N. Tolstoj

  • Antonella

    Ciao, stupenda recensione e stupendo sito… complimenti!
    L’ho appena scoperto e di sicuro continuerò a tenerlo d’occhio… :D

  • Ciao Antonella!

    Grazie per la visita e per i complimenti! :D

    Spero di vederti in giro! ;)

    Leonardo

  • alfie

    bellissima recensione…meglio di così non poteva essere fatta..complimenti!
    Anche io ho appena scoperto questo sito e ne sono rimasto affascinato!

  • Grazie Alfie!

    Ti ringrazio per la visita e per il commento nonchè per i complimenti! Mi accingo a scrivere un’altra recensione quindi mi aspetto una vostra visita! Per l’aggiornamento comunque c’è anche il Feed RSS che è molto facile da utilizzare per chi è un po’ pratico!

    A presto
    Leonardo

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  • giulia

    :D Ciao!!
    Come te ho visto prima il film e poi ho preso il libro in biblioteca..
    Il film è fantastico e mi ha “illuminata” su molte cose..!
    Solo che stavo cercando di trovare il punto in cui lui scrive la frase happiness is only real when shared…!!
    Credo intorno a pagina 47..Tu l’hai trovato?
    Complimenti per la recensione…!!
    :D

  • ciao Giulia!

    Anche io mi sono incaponito a mio tempo di trovare la fatidica frase, ma mi pare che ebbi problemi a riguardo..! Cioè trovai un periodo di due o tre righe che in se poteva tranquillamente racchiudere quel concetto.. Ora però non mi ricordo! Comunque in generale il libro davvero era diverso da ciò che uno si aspetta partendo dalla frase, o sbaglio??

    Ciao
    Leonardo

  • giulia

    No, hai decisamente ragione..
    Il film è davvero diverso…!!
    Pure per me è stato il primo libro di Tolstoj!
    Dai, diciamo che è stato un modo per avvicinarmi a questo tipo di letteratura anche se ho capito che non è proprio il mio genere..!!
    :D

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