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Non-servizi

Vignetta di PV. www.unavignettadipv.it Utilizzo concesso dall'autore

Vignetta di PV. www.unavignettadipv.it Utilizzo concesso dall'autore

Dico la verità, fino all’ultimo volevo chiamare l’articolo Disservizi. Poi ho capito che il disservizio è quando un servizio c’è e magari è fornito male. Non è certo il caso che ora prenderemo in esame.

Parliamo infatti di un servizio che non c’è, la cui assenza in alcuni casi si sente particolarmente, in altri casi invece la si avverte appena, giorni fortunati, benedetta da un Dio, se esiste.

Parliamo ovviamente dei Servizi di Trasporto Pubblico di Napoli.

Vi parlerò di un’avventura.

Il nostro eroe si cimenta una mattina in un’impresa non indifferente, prendere un R1. Si reca dunque alla 1a fermata dopo lo Stazionamento ed è lì fermo, in posizione possente, alle ore 07:50. Alle 8:25 compare finalmente l’R1, incredibilmente (ipotizzando ottimisticamente che fosse appena arrivato quando sono arrivato alla fermata) in ritardo, con 35′ di attesa la mattina in un orario di punta! Ovviamente l’autobus già mezzo pieno, fino a piazza carità si respira a malapena e poi scendono tutti.

Peccato che doveva scendere anche lui.

Il pomeriggio il nostro eroe non si smentisce e tenta nuovamente la stessa impresa, prendere nuovamente l’R1. Stavolta alla fermata di Via Monteoliveto. Sono le ore 17:52 circa. Alle ore 18:27 compare finalmente l’R1, come sempre in orario. Ma ovviamente ben presto la folla che man mano si era accalcata vicino alla fermata si accorge di un fatto più che normale. Il pulmann è già incredibilmente pieno. L’autista apre persino le porte e da dentro le persone ti guardano e addirittura gridano “NON SE PO’ SAJI‘” o gustose varianti come “NUN CE PROVAT PROPRI‘”. Inutile parlare dello sgomento del nostro eroe quando ha capito che nonostante l’attesa avrebbe dovuto farsela a piedi. Arriva così a prendere la metropolitana a Piazza Dante. Ben presto si accorge che una delle entrate in piazza è chiusa (c’era un nastro come quelli della polizia, a strisce bianche e rosse, di traverso al passaggio), dunque passa per l’altra entrata. Una volta arrivato fino a giù, come sempre ci sono due discese, destra e sinistra. Già si sente la sirena della metro, sta per partire.

L’eroe si lancia a destra dietro a delle ragazze! Mai poteva immaginarsi che una di queste ragazze all’improvviso tornasse indietro dicendo – qui non si può passare! -, inutile dire che l’eroe solo allora si accorge che c’era del nastro (ora tagliato e strappato) anche lì, una volta.

Il tempo per l’eroe di girarsi e la metro è partita, ha perso anche quella.

Qui finisce l’avventura, ma non l’articolo.

Questo è certo una disavventura ridicola vicino a quelle solite che possiamo sentire da chiunque arrivi da lontano verso Napoli. Eppure così piccola, così indicativa. Mettiamo che il nostro eroe doveva andare a lavorare, e che per una volta aveva deciso di ascoltare uno dei tanti appelli “non prendete la macchina! utilizzate i mezzi pubblici”. Ovviamente si accorgerà ben presto di aver fatto un grosso errore, dato che non sarebbe mai arrivato in orario, con tutti i problemi del caso.

Ma come fa uno a fidarsi quando vede che un giorno normale (neanche di festa o chessò) non si riesce a tenere una tratta cittadina coperta? Una corsa ogni 30′ quasi.

Vabbè dai, diciamo che è andata particolarmente male a lui.

Concludo dicendo a chi stesse pensando (benpensante) che sappiamo solo lamentarci, che forse ha ragione! Domani il nostro eroe compra un R1 e aggiunge una corsa autonomamente, così finalmente si attiva invece di parlare!

L’eroe del fare!

Leonardo

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2 comments to Non-servizi

  • Cavolo! E pensare che io mi lamentavo dei trasporti a Brescia (quando li uso, perché spesso mi portano in macchina).
    In confronto sembrano oro!

  • Riccardo

    Potrei condividere molte storie analoghe essendo andato per lungo tempo all’università con i mezzi. Ma la cosa che più mi strazia, e su cui vorrei porre l’attenzione, è l’ingente quantitativo di veleni che si inalano attendendo il pullman in strade trafficate quali quelle di città.

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