Polemiche a gogo dopo il terremoto; su costruttori di case sgretolate come se fossero state fatte di cartone, sulla ricerca scientifica, inadempiente alla previsione di una forte scossa che potesse essere pericolosa all’incolumita’ cittadina, sulla proposta fatta da Berlusconi, dei finanziamenti statali, previsti nella misura di un terzo, sul costo che i privati dovranno affrontare, per ricostruirsi le nuove case. Troppe polemiche a pari passo con la grande solidarieta’ degli italiani, che hanno voluto far sentire in qualche modo, necessariamente quasi come fosse un obbligo, la loro presenza.
Noi cittadini italiani, siamo arrivati a sentirci in questo modo, come se qualcuno avesse strumentalizzato le nostre menti, per farci arrivare a sentire quasi in colpa se non dessimo il nostro contributo. Eppure…una buona fascia dell’italiano medio, non puo’, ma lo fa lo stesso, cerca sempre il modo di aiutare gli altri. Il perchè di tutto questo? Se qualcuno si rifiutasse e dicesse ai quattro venti: ” No..io non voglio dare il mio contributo, neanche quello di un euro!” – direbbero- ” E’ matto? Perfido? Ma che razza di mostro!” – verrebbe subito lapidato..-
Invece non dovrebbe andare in questo modo, anche colui che si rifiuta, dovrebbe essere rispettato, perche’ pensa che lo stato italiano, o colui che governa da cinquant’anni, in ogni caso, dovrebbe sentirsi responsabile, dei finanziamenti straordinari, di cui l’Italia in qualsiasi momento ce ne sia bisogno, dovrebbe necessitare. Come? Ma in che modo, da dove i parlamentari potrebbero attingere rapidamente i soldi? Magari ..sospendendo per due mesi il loro stesso stipendio!
di Ross


E’ naturale che adesso arrivi un onda di polemiche, oltretutto fondate visto che le costruzioni erano pessime e non idonee.
Quanto al discorso degli aiuti, anche questi penso siano normali che ci siano ed anche apprezzabili perchè la solidarietà è una cosa che oggi giorno si sente sempre meno.
Abbassare gli stipendi ai politici? Di questo si parlava anche prima che ci fosse questa tragedia. Il loro stipendio è una cosa esagerata a prescindere!!
Che poi: non si era detto che 1000€ del loro stipendio doveva andare in beneficienza alla regione Abruzzo??
Supponendo che ti rifaccia a quel pensiero di Di Girolamo, io mi permetto di dire con fierezza e sbandierandolo a “quattro venti”
che non rispetto il succo del suo discorso.
Accetto le sue considerazioni, in gran parte giustissime, ma non tollero la presunzione di sostenere che un gesto simile è per il bene dei terremotati.
E’ come se io cado dal motorino per colpa di una buca infame… un tizio mi vede e dice: – No, io non t’aiuto. Pago le tasse ed al soccorso ci deve pensare lo Stato. Lo faccio per il tuo bene, sai com’è! -
Gli rispondo volentieri: l’anima de li mejo m…. tua!
La solidarietà deve andare ben oltre le nostre convinzioni ed ideologie.
Peccato che questo triste andazzo di voler fare a tutti i costi gli stronzi coincida proprio con quelle generazioni che non hanno né visto e né vissuto la guerra.
Saluti,
Mattia
Effettivamente anche io credo che la solidarietà in questi casi non dovrebbe venire meno, e penso che lo farò presente anche sul blog di Di Girolamo. Fondamentalmente è vero che è giusto esigere la corretta gestione dei fondi pubblici (da noi sovvenzionati) e che in una certa ottica dire che la solidarietà poi e quindi tutte queste notizie positive coprano le atroci verità che stanno dietro delle colonne portanti di un edificio impastate con sabbia marina (roba da non credere) e certificati dei provini di calcestruzzo inesistenti. Queste sono cose che lasciano senza parole. Mi piace molto l’esempio di Mattia, è diretto, e rende bene la semplicità della cosa. Ma vorrei anche porre una domanda: quello a cui assistiamo è altruismo puro o comportamento prosociale orientato verso se stessi? Insomma, io dono qualcosa per farti stare bene o per tenere la coscienza a posto? Anche questa è una incognita, in ogni caso i soldi arrivano e quindi per i terremotati tutto bene, il problema è il nostro, tutti dovremmo essere invitati a guardarci dentro e a scoprire il perchè del nostro gesto, per riscoprire un’umanità un po’ nascosta da questa scorza dura che tutti noi italiani ci stiamo creando per sopravvivere.
Saluti
Concordo con Mattia..per il resto si parla sempre dei politici,e dei loro stipendi..e mai,o almeno molto raramente dei vari cardinali e vescovi e dei loro stipendi..
Sono persone sullo stesso piano economico infatti ma in teoria parametralmente opposte.Il politico non ha fatto voti e giuramenti a nessuno e rimane un “uomo” con tutti i suoi limiti,egoismo incluso…mentre il religioso dovrebbe aiutare gli altri,dato che il suo “Dio” così gli ha sussurrato…quindi,quale “stipendio” è meglio abbassare,secondo questo discorso?Il problema fondamentale è la coerenza che manca..
Io sono per la democrazia di pensiero, i cittadini che vogliano essere solidali,per ogni evento catastrofico avvenga o per qualsiasi giusta causa, è bene che vengano onorati.Il mio rispetto va pero’, in tal caso, anche a coloro che la pensano diversamente, in quanto non si sentono in condizioni nel farlo e si rivalgano dei loro diritti nei confronti dello stato, in quanto contribuenti onesti di tasse, facendone quasi una questione di principio.
Resta il fatto che la solidarieta’sia un atto umano che vada rispettato ed un esempio da seguire. Penso che il Di Girolamo, sia un ragazzo molto sensibile, che abbia sofferto tanto nella sua vita, per aver visto i sacrifici affrontati dalla mamma, in tanti anni di duro lavoro, per poi avere una pensione minima e che abbia manifestato la sua rabbia di cittadino, contro il governo in questo modo. Inoltre, quella frase che ha citato Mattia, che potrebbe sembrare cattiva, bisognerebbe leggerla non alla lettera, ma ben interpretata…
@Ros
qui nessuno vuole negare la libertà di pensiero altrui, ma non per questo uno può permettersi di prendere per il culo i terremotati , dicendo che il suo gesto è per il bene loro e di questo paese.
LUI DEVE AVERE LE PALLE DI DIRE: IO CE L’ HO CON LO STATO. Punto e basta.
Non c’è bisogno di mettere in mezzo una tragedia: il 90% del suo discorso può esistere anche senza connetterlo alle tragiche vicende dell’Abruzzo.
Questo fa sì che questa sua dimostrazione presupponga esibizionismo.
Nulla toglie a questa persona che è stata sincera, ma il discorso forse andava fatto in un altro momento, non dopo quasi una settimana dai funerali di 200 e passa persone.
E’ tutto qui il discorso di sensibilità.
Che lui voglia mostrarsi sensibile dopo quello che ha fatto è troppo poco, perché tutto è da dimostrare.
Anche io sono incazzato con l’Italia, ma non uso l’Abruzzo per esternare le mie delusioni. Questo è poco ma sicuro.
@Marcello
Ti ringrazio, anche se io credo che ognuno farebbe bene a guardarsi sul proprio piatto, perché in questi momenti uno deve solo pensare ad aiutare e non guardare quello che fanno gli altri.
Se non aiuta, non succede niente, basta che non metta bocca sugli altri.
Non è una gara aiutare il prossimo.
A parte tutto ciò, risulta che i politici hanno devoluto un loro stipendio mensile (Alleluja!) e la Chiesa 2 Milioni di Euro.
Tutti nel bene o nel male hanno fatto qualcosa.
Direi forse che sarebbe più giusto guardare chi ne trae dei vantaggi da questa tragedia, ossia 3/4 dei giornalisti, televisioni, pubblicità e tanti altri che si sono dimostrati autentici sciacalli.
Saluti a tutti,
Mattia
Pienamente daccordo. Ognuno è libero di decidere cosa fare con il proprio portafoglio. Io personalmente quando faccio una donazione evito anche la “pubblicità”.
Son d’accordo con te Mattia, nel senso che si sarebbe dovuto esprimere meglio in modo da non dover ferire i malcapitati, in un certo modo la sua parte di esibizionismo l’ha avuta. In qualche modo, tanta gente lo è…in maniera paradossale anche il papa, quando dice : “Io prego per loro..” Prega…e poi?