C’era una volta un giovane ragazzo che,in una fresca sera d’autunno,camminava tranquillo con un vecchio mangianastri nella tasca. Si era da poco trasferito con i genitori da un piccolo paesino di campagna e perciò non riusciva ancora ad orientarsi bene tra le vie,i vicoli e le piazze della città,e la moltitudine di ragazzi e ragazze,così tristemente uguali e stereotipati,certo non lo aiutava in quella che sembrava una missione impossibile.Nonostante tutto era sereno..aveva la musica della sua terra a fargli compagnia…quel ritmo di tamburelli e zampogne vibravano e avvolgevano tutto il suo corpo a tal punto che avrebbe voluto danzare,come era abituato a fare nella festa del paese..ma non era certo il caso..gli occhi torvi verso di lui,erano già abbastanza….come abbastanza sono i pregiudizi che troppe volte stroncano relazioni umane a priori…Aveva conosciuto si e no tre persone fino a quel momento,compagni di scuola più che altro,ma non lo considerava un problema,”Sono appena arrivato in fondo, ci vuole tempo per socializzare e farsi accettare dalla comunità” si diceva.Quello che gli fu chiaro fin da subito invece,erano i grandi paradossi di quel luogo,pieno di ipocrisie e falsità.Sui giornali si parlava di morti ubriachi sulle strade ogni settimana,e i bar che vendevano alcolici fino a tardi…scuole ovunque,ma muri ancora invasi dalle svastiche……gente che dormiva per terra sotto gli archi di enormi centri commerciali …Quando il sole stava calando,lasciando il posto alle stelle,si fermò un istante per bere da una fontanella che si trovò di fronte,quando un gruppo di bulli con il volto abbronzato come fosse estate,cominciò in modo a urlargli dietro “Quella è nostra,non la toccare!” ma il giovane assorto nei suoi pensieri e nella melodia,li ignorò e bevve comunque. Allora uno di questi gli si avvicinò,colpendolo al viso e preso il suo mangianastri,lo fece vedere agli amici come si fa con un trofeo, e lo buttò a terra calpestandolo più volte..”così impari a non obbedire alle nostre leggi e a non ascoltare quando parliamo”.Il giovane campagnolo rimase fermo..e abbassando la testa si guardò i piedi quasi si sentisse colpevole dell’accaduto.. poi fissò per un attimo il bullo come per capire con chi avesse a che fare.. Sorrisino idiota stampato in viso,orecchini a stella,i capelli phonati,testa alta e petto indentro nemmeno fosse un militare.La presunzione marchiata a fuoco sul volto di un bambino cresciuto troppo con la convinzione di essere “un VIP” in un mondo di reality show e volgarità..dove il più appariscente,molto spesso il più ridicolo,spicca..Rimase colpito dai suoi abiti.Aveva già visto più volte quei vestiti nei negozi di super lusso e addosso a molti passanti e rimase sorpreso nel constatare quanto le masse si facciano influenzare dalle mode e quanti soldi buttino…e questo proprio non riusciva a capirlo…I suoi genitori lo avevano da sempre educato al risparmio e a spendere solo quando era necessario, e quindi si teneva stretti quei vestiti da 20 euro che portava,forse non all’ultimo grido ma in compenso molto comodi…Non accennò nemmeno una reazione..”non ti curar di loro ma guarda e passa” e con tutta calma si allontanò,mentre i ragazzi continuavano ad inveire contro di lui innervositi dal suo atteggiamento quasi di sfida secondo il loro strano punto di vista..Un pensiero lo tormentava più delle loro volgarità..”Forse avrei dovuto assecondarli…e non dar loro la possibilità di sfogare la loro frustrazione su di me ma,dandogli la soddisfazione di credere di valere e di essere qualcuno…”Ma non fece in tempo a rispondersi che sentì una macchina dietro di lui e cominciò a correre…Un susseguirsi di respiri veloci,il cuore in gola e le gambe tremanti ma non smetteva di guardarsi intorno. Gli sembrava di vedere la città da sopra un treno…immagini,frammenti distorti e nessuno tra la folla che lo aiutasse..gli mancava il fiato quando vide la porta del cimitero poco distante dal centro aperta e vi si infilò dentro…i suoi inseguitori scesero dalla macchina ,camminando verso di lui con aria arrogante e superba. Cominciarono a picchiarlo,strappandogli di dosso quegli “stracci “ Prima di svenire dal dolore, ebbe la forza di urlare con un pizzico di orgoglio..”Voi a casa vostra potete dire e fare quello che volete…ma non ha importanza,io domani mi alzerò e potrò dire di aver imparato qualcosa di nuovo dalla vita” e poi il buio…Passarono alcuni secondi e il vecchio e zoppo custode del cimitero arrivò in aiuto del ragazzo,dopo aver assistito impotente alla scena.Sollevò la testa del ragazzo e una volta accuratosi delle sue condizioni,rivolse gli occhi verso i bulletti e una volta capito il senso di quelle che sembravano solo parole orgogliose,ci cominciò riflettere sopra “Siete al cimitero.. è questa la vostra casa..perchè siete l’esempio di quei giovani d’oggi tanto superficiali,egoisti,e vittime dei media da essere utili alla società e ai problemi di un mondo,che va sempre più a rotoli,come un morto.. defunti più voi nell’animo che coloro che io proteggo e onoro in questo luogo sacro” ma non disse nulla…sarebbe stato uno sforzo vano,e sospirò amareggiato vedendo i ragazzi con il loro sorriso idiota sul viso,tornare in macchina pronti,come niente fosse successo,per un’altra serata in discoteca.
Di Marcello Affuso


E’ proprio l’indifferenza a rafforzare questi atteggiamenti.
Basta che non succeda a noi e vigliaccamente giriamo la testa altrove.
La prepotenza l’arroganza il vivere scomposto sono diventati la normalità, oggi la vera devianza è l’essere educati e civili ( costa troppo !!!! )
è vero sono completamente ragione..
Ma cosa avrebbe dovuto fare secondo te silvana, fare a botte? Solo contro tutti? Lo avrebbero massacrato ancora di piu’. Il ragazzo si è comportato benissimo a mio parere, meglio non avrebbe potuto fare, da persona intelligente. Al massimo, se avesse saputo dove trovarli sti bulli, avrebbe potuto agire diversamente e con astuzia uno per uno, gliel’avrebbe fatta pagare a modo suo.Magari una bella pozione veleno per topi ciascuno! Eheheh..scherzo..no una confezione intera di purgante…sarebbe bastato.
Mi riferivo al custode !!!! naturalmente!!!!
Parlo come madre di un ragazzo oggetto di atti di bullismo e i collaboratori scolastici non sono intervenuti!!!!!!
Triste!!!!
Se il mio ragazzo avesse risposto le sue parole non avrebbero poi avuto senso…quindi è giusto sia finita così
Sucami, ma quanti anni ha il tuo ragazzo? Se lui è in grado di parlare e dire come stanno le cose, non lasciare che le cose vadino avanti in questo modo. Ma sei andata dal preside? Stroncali sti bulli, prima che sia troppo tardi!
Guarda che per “mio”
intendo “mio personaggio”..non è una storia vera
Ros, quando il mio ragazzo ha avuto questa esperienza era in I media,subito mi ha messo a corrente della situazione, che abbiamo risolto insieme; ma non potevo assolutamente non esprimere il mio sdegno ai collaboratori che almeno, anche se per poco, si sono vergognati.
Quest’esperienza è servita a mio figlio, tant’è che oggi riesce a relazionarsi con ragazzi non proprio tranquilli senza esserne vittima.
Marcello il tuo ragazzo s’è comportato da perfetto vigliacco: s’è lasciato pestare senza dire una parola.
Va bene che mi spingi, va bene che mi rompi l’ipod, va bene che mi insegui..
Ma quando sei spalle al muro non ti lasci pestare come un salame, almeno un paio li porti a terra con te.
Non sei stato molto preciso nel descrivere la dinamica, ma in linea di principio fuggire fuggire e fuggire non credo sia una tattica vincente.
Inoltre, rispondendo a Silvana, spero che tu e tuo figlio abbiate fatto saltare i denti a quei “farabutti”.
Se qualcuno mettesse le mani addosso a mio figlio, credo non interverrei. Ma se lo facessero in molti, certo che mi lancio nella mischia!