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Lo Spazio Bianco di Valeria Parrella

Parliamo oggi di un bellissimo libro, lo spazio bianco di Valeria Parrella. Questo è il suo primo romanzo, sì, ma ciò non deve trarvi in inganno, non si tratta della sua opera d’esordio. Alle sue spalle la Parrella porta con se Mosca più balena (Minimum Fax, 2003, Premio Campiello opera prima), Per Grazia Ricevuta (Minimum fax, 2005, finalista Premio Strega, Premio Renato Fucini, Premio Zerilli-Marimò) e Il Verdetto (Bompiani, 2007). Ma torniamo al nostro libro, la penna giovane e dissacrante si sente (L’autrice è del 1974), ma le righe veloci da cui è composto non limitano affatto la sua profondità. Maria fa l’insegnante in una scuola serale dove convergono camionisti, donne ed uomini dell’est e tutti coloro che hanno bisogno della terza media. Una sera come le altre un dolore alla pancia la conduce al pronto soccorso dove, dovrà partorire. Sua figlia, Irene, è prematura di tre mesi, e comincerà ad essere nutrita con sondini e flebo. E’ così che Maria comincerà a vivere in una straziante attesa (di circa 40 giorni N.d.A.), come lei stesso dice: << Il fatto è che mia figlia stava morendo, o stava nascendo, non ho capito bene… >> . Ed in questo fluttuare, Maria conosce le altre madri nel reparto di terapia intensiva, tra donne accoltellate dal marito dopo il parto a donne che riescono ad introdurre segretamente cibarie nel reparto. Ed in questa agonia Maria continua ad occuparsi dei suoi studenti, sia tenendosi in contatto con Fabrizio, l’altro insegnante, sia andando lei stessa a lezione. Assistiamo ai suoi confronti con i dottori, a quel loro modo di rispondere alle domande con altre domande, e nell’aggressività di Maria riconosciamo quelle donne dalla scorza dura che forse solo Napoli può preparare. Napoli, che fa da sfondo, viene citata in poche pennellate, ma sono comunque piene di carattere, piene di quel valore che la città ha sempre negli scritti della Parrella. Il libro inizia con Maria in una condizione di solitudine, depressa, triste. Tuttavia in questo cammino conosce persone, e piano piano, è il suo stesso dolore a farsi portavoce di felicità, felicità che però è sempre finemente intesa, mai declamata stucchevolmente. Con gli eventi che travolgono Maria si intersecano i suoi ricordi, la sua infanzia, i suoi genitori, le sue esperienze, regina fra queste l’abbandono del padre di Irene, scappato appena saputo della gravidanza. Alla fine Irene uscirà dalla terapia intensiva, e il libro ci lascia solo immaginare come sarà dopo la vita di Maria. Tutto in questo romanzo è perfettamente bilanciato, la Parrella non scivola mai, si legge benissimo e ti tira dentro nella storia, te la fa vivere (tra l’altro pare che la stessa Parrella l’abbia vissuta davvero, la vicenda). Vi chiederete a cosa allude il titolo, beh, questo lo scoprirete voi quando lo leggerete, tra gli ultimissimi righi. Ho scoperto tra l’altro che proprio in questi mesi uscirà il film omonimo Lo Spazio Bianco proprio tratto dal romanzo. Ho visto che come attrice a interpretare Maria ci sarà Margherita Buy, c’era da aspettarselo, e vedremo alla regia Francesca Comencini e il film sarà prodotto da Domenico Procacci per Fandango, in collaborazione con la Rai e la Regione Campania.

Da Leggere.
Saluti
Leonardo

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1 comment to Lo Spazio Bianco di Valeria Parrella

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