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	<title>Commenti a: Into The Wild (2007)</title>
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	<description>Diamo voce alle piccole cose.</description>
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		<title>Di: vivenzio</title>
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		<dc:creator>vivenzio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 10:57:17 +0000</pubDate>
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		<description>IL MANIFESTO 

12 CULTURA &amp; VISIONI 

06.06.2010

TAGLIO MEDIO  
di Emanuele Piccardo

SAGGI
Il sogno americano tra super-eroi e nuovi pionieri
LIBRI: EMILIANO ILARDI, LA FRONTIERA CONTRO LA METROPOLI, LIGUORI, PP. 116, EURO 12,50

Affrontando da diversi punti di vista - la letteratura, la sociologia, il cinema e l&#039;urbanistica - il tema del rapporto tra spazi, media e politica nell&#039;immaginario urbano degli Stati Uniti, Emiliano Ilardi definisce la frontiera come quel luogo all&#039;interno del quale è possibile esprimere la propria individualità, esaudire i propri desideri e affrontare una nuova vita lasciandosi alle spalle il passato. Tale concetto assume maggior forza nel territorio americano che storicamente accoglie le diversità allontanandole dal centro, basti pensare alle sette religiose o alle comunità hippie che occupano i vuoti delle praterie. Mentre in Europa sembra non esserci via di uscita dalla città, in America la grande quantità di spazi di cui i cittadini dispongono offre all&#039;immaginario un&#039;alternativa potente, il palcoscenico su cui proiettare desideri di fuga o tensioni verso la libertà. 
Anche la metropoli, tuttavia, può diventare una sorta di frontiera: definendo la figura sociale dell&#039;arrivista come quella di un neo-pioniere, il cinema e la letteratura contribuiscono a individuare negli spazi urbani il luogo privilegiato per il raggiungimento del successo. D&#039;altra parte, l&#039;arrivista tende a usare la metropoli allontanandosene il più presto possibile: l&#039;aspirazione, come scrive il romanziere Chuck Palahniuk, è quella di «diventare tanto ricco da poterti tirar fuori dalla marmaglia, da tutta quella gente in autostrada o, peggio, in autobus. No, il sogno è una grande casa, isolata in capo al mondo». Infatti, commenta Ilardi, «il mescolamento e la promiscuità non sono archetipi dell&#039;immaginario metropolitano americano: troppi desideri concentrati in uno spazio troppo piccolo». 
Se dunque in Europa la politica cerca di governare i conflitti, negli Stati Uniti la gestione della folla e delle sue diversità etniche, religiose ed economiche tende a tradursi sostanzialmente nell&#039;offerta di spazio. Per disgregare la folla, si usa ogni sorta di mezzo, che si tratti delle nuove arterie autostradali grazie alle quali è possibile controllare i flussi di cittadini o delle gated communities tipiche della città-fortezza. Come simbolo dell&#039;ingovernabilità del caos urbano Ilardi introduce la figura del super-eroe, espressa dai fumetti e dal cinema, l&#039;unica capace di mettere ordine là dove si dimostrano impotenti i politici, i potenti, e perfino i malavitosi: una figura che incarna alla perfezione l&#039;individualismo dell&#039;American dream.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>IL MANIFESTO </p>
<p>12 CULTURA &amp; VISIONI </p>
<p>06.06.2010</p>
<p>TAGLIO MEDIO<br />
di Emanuele Piccardo</p>
<p>SAGGI<br />
Il sogno americano tra super-eroi e nuovi pionieri<br />
LIBRI: EMILIANO ILARDI, LA FRONTIERA CONTRO LA METROPOLI, LIGUORI, PP. 116, EURO 12,50</p>
<p>Affrontando da diversi punti di vista &#8211; la letteratura, la sociologia, il cinema e l&#8217;urbanistica &#8211; il tema del rapporto tra spazi, media e politica nell&#8217;immaginario urbano degli Stati Uniti, Emiliano Ilardi definisce la frontiera come quel luogo all&#8217;interno del quale è possibile esprimere la propria individualità, esaudire i propri desideri e affrontare una nuova vita lasciandosi alle spalle il passato. Tale concetto assume maggior forza nel territorio americano che storicamente accoglie le diversità allontanandole dal centro, basti pensare alle sette religiose o alle comunità hippie che occupano i vuoti delle praterie. Mentre in Europa sembra non esserci via di uscita dalla città, in America la grande quantità di spazi di cui i cittadini dispongono offre all&#8217;immaginario un&#8217;alternativa potente, il palcoscenico su cui proiettare desideri di fuga o tensioni verso la libertà.<br />
Anche la metropoli, tuttavia, può diventare una sorta di frontiera: definendo la figura sociale dell&#8217;arrivista come quella di un neo-pioniere, il cinema e la letteratura contribuiscono a individuare negli spazi urbani il luogo privilegiato per il raggiungimento del successo. D&#8217;altra parte, l&#8217;arrivista tende a usare la metropoli allontanandosene il più presto possibile: l&#8217;aspirazione, come scrive il romanziere Chuck Palahniuk, è quella di «diventare tanto ricco da poterti tirar fuori dalla marmaglia, da tutta quella gente in autostrada o, peggio, in autobus. No, il sogno è una grande casa, isolata in capo al mondo». Infatti, commenta Ilardi, «il mescolamento e la promiscuità non sono archetipi dell&#8217;immaginario metropolitano americano: troppi desideri concentrati in uno spazio troppo piccolo».<br />
Se dunque in Europa la politica cerca di governare i conflitti, negli Stati Uniti la gestione della folla e delle sue diversità etniche, religiose ed economiche tende a tradursi sostanzialmente nell&#8217;offerta di spazio. Per disgregare la folla, si usa ogni sorta di mezzo, che si tratti delle nuove arterie autostradali grazie alle quali è possibile controllare i flussi di cittadini o delle gated communities tipiche della città-fortezza. Come simbolo dell&#8217;ingovernabilità del caos urbano Ilardi introduce la figura del super-eroe, espressa dai fumetti e dal cinema, l&#8217;unica capace di mettere ordine là dove si dimostrano impotenti i politici, i potenti, e perfino i malavitosi: una figura che incarna alla perfezione l&#8217;individualismo dell&#8217;American dream.</p>
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		<title>Di: francesca</title>
		<link>http://www.poterealleformiche.com/2009/02/16/into-the-wild-2007/comment-page-1/#comment-144</link>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 11:04:45 +0000</pubDate>
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		<description>uno dei miei film preferiti..altro che noioso, direi addirittura entusiasmante! w supertramp! e come al solito grande sean penn ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>uno dei miei film preferiti..altro che noioso, direi addirittura entusiasmante! w supertramp! e come al solito grande sean penn <img src='http://www.poterealleformiche.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
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		<title>Di: Marcello The Fallen Angel Affuso</title>
		<link>http://www.poterealleformiche.com/2009/02/16/into-the-wild-2007/comment-page-1/#comment-139</link>
		<dc:creator>Marcello The Fallen Angel Affuso</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 21:38:55 +0000</pubDate>
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		<description>è logorante nella sua lentezza..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è logorante nella sua lentezza..</p>
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	</item>
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		<title>Di: Leonardo</title>
		<link>http://www.poterealleformiche.com/2009/02/16/into-the-wild-2007/comment-page-1/#comment-137</link>
		<dc:creator>Leonardo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 12:29:27 +0000</pubDate>
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		<description>Noiso?? non dirai mica noioso!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Noiso?? non dirai mica noioso!!</p>
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		<title>Di: Marcello The Fallen Angel Affuso</title>
		<link>http://www.poterealleformiche.com/2009/02/16/into-the-wild-2007/comment-page-1/#comment-136</link>
		<dc:creator>Marcello The Fallen Angel Affuso</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 10:42:12 +0000</pubDate>
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		<description>Un film davvero noiso...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un film davvero noiso&#8230;</p>
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