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Preghiera di Natale

Un sussurro
determinato
Mi giro

Nessuno
Eppure
Mi era sembrato che qualcuno mi stesse chiamando

Una sottile corrente d’aria
si muove violenta
attira la mia attenzione

Ehi…
Ehi!
Senti, non è che avresti un accendino?
No, aspetta!
E’ abbastanza importante per perdere un secondo del tuo tempo!
E poi, è roba di un secondo. Mi basta una scintilla.

Sono facilmente infiammabile, sai cosa intendo.
Sì, incazzato, anche.
Hai dello spirito, ragazzo…
Ascolta, devi aiutarmi.

Non so cosa mi trattiene lì, devo essere impazzito.
Inspiro profondamente e faccio per muovere un passo.
Un lamento mi penetra nelle ossa.
Disperato e brutale.

E’ il lamento di una chiesa profanata.

Non capisci! Mi hanno strappato dalla terra.
Siamo qui tutti in fila, mortificati, umiliati. Aspettiamo.
Il vento e la pioggia ci attraversano e noi aspettiamo.
Ma io so cosa aspetto. Cosa mi aspetta.
Il mio corpo vivente, sradicato senza pietà, sarà adornato.
Mi metteranno in testa un cazzo dorato.
Le lucine, tutt’intorno alle mie braccia.
Colorate, si accenderanno e si spegneranno.
Dei boa d’argento e d’oro mi strisceranno addosso.
Ai miei piedi, costretti e mummificati, saranno ammucchiati doni sacrificali. Sarò l’addobbo. Il mio cadavere adornato sarà decorativo.
Farò da eccellente soprammobile.
Per qualche tempo.
Per poi essere scaricato senza troppi complimenti nell’immondizia.
Senza alcun rispetto.

Ti prego.

L’aria mi ha immobilizzato. Sono come paralizzato, ritto davanti alla schiera di abeti invenduti. La vigilia di Natale.
Ero in tempo.

Cammino veloce mentre il fuoco inizia a lambire gli aghi verdi.
Cammino immerso nella quieta gratitudine di uno spirito fiero che aveva chiesto il rogo. Il fuoco, pur di non sacrificare la propria libertà. Pur di non essere ridotto a suppellettile. Cammino nella muta promessa.

Un giorno estrarremo le nostre radici dal terreno.
E danzeremo sulla terra.
Danzeremo su di voi, piccoli, immondi, irrispettosi, insetti ottusi.

Chiara

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10 comments to Preghiera di Natale

  • Cacchio! Molto bello! All’inizio mi sono spaventato temendo il delirio finale, poi però ho capito. Una sola domanda… quale colore hai preso dalla scatola? Rosso o Verde?

    Leonardo

  • Francesco

    Manco l’alberello di Natale ha vita facile, con te! :D

    Scherzi a parte, credo che per certi versi queste tradizioni “secolari” possano non essere apprezzate da molti, ma che vadano rispettate.
    Per molti simboleggia il rinnovarsi della vita nel giorno del “Solstizio di inverno”. Infondo non diresti mai ad un cattolico che i rametti d’ulivo che prende a messa sono bagnati dal sangue del povero albero che ha subito questa violenza, o che mangiare carne sia una cosa disgustosa, perchè si celebra un pranzo attorno ad un “cadavere”, per di più cucinato!!!

    Penso che siano altre le cose contro cui valga la pena “lottare” per far prendere un pò di fiato all’ambiente, infondo se ci pensi non è nemmeno un’usanza poi così diffusa da noi.

    Sarebbe “carino” se ognuno che prende un abete per natale, si preoccupasse di piantarne altri 5 !

  • beh… Tecnicamente sono d’accordo per l’ulivo ma non per la carne, perchè la carne comunque è per la sopravvivenza, mentre certo se non prendi l’abete non c’hai le analisi povere di ferro.. Poi una cosa, magari si piantassero 5 alberi ognuno sradicato, sai che mi pare che qualcuno lo stia facendo!!

  • Viator

    Io sono estremamente rispettosa delle tradizioni religiose anche se non credente. Tuttavia, ciò mi lascia la libertà di trovare certe pratiche barbare e incivili, ma soprattutto irrispettose delle altre forme di vita, animali o vegetali.
    Si potrebbero usare alberi sintetici. Semplicemente.

    Chiara

  • Francesco

    E la plastica con cui vengono prodotti? Quando si rovinano li ricicli?
    E l’alluminio del telaio?
    Purtroppo anche il “sintetico” non è poi così rose e fiori!

    Non mi meraviglio che qualcuno, per prendere un albero, ne pianti prima altri: mi pare la cosa più logica da fare! Io credo lo farei.

    Voglio farti una domanda: in Nuova Zelanda un uomo non si può definire tale se non si lascia incidere sul proprio corpo delle decorazioni che gli rimarranno impresse a vita.
    Secondo te è una pratica barbara?

  • Viator

    Non ho mai detto che l’artificiale e il sintetico sia rose e fiori, ma, in realtà non una delle cose da te espresse hanno minima attinenza con il mio pensiero. Semplicemente, credo che sia profondamente ingiusto e irrispettoso sradicare un albero e metterselo in salone, nonchè prelevare una medusa dal suo habitat naturale e spiaccicarla sotto la sabbia per poter rinfrescare le proprie membra nell’acqua. Questi comportamenti derivano dall’inconcepibile e ingiustificato presupposto di superiorità radicato nell’essere umano. Se poi un uomo vuole incidere e decorare il proprio corpo, sono affari suoi.
    Saluti,
    Chiara

  • Francesco

    Sul fatto che sono affari suoi non ci sono dubbi!
    Vabbè non credo tu abbia capito il senso della mia domanda.

    Comunque è apprezzabile l’iniziativa di Ikea, che ti vende l’albero, e dopo le feste se lo riprende e ci fa i mobili.

    Ma a me pare che la tua contestazione vada contro il genere umano, scavalcando chi pianta alberi, chi fa il suo lavoro facendo multe e la gente ganza che non fa altro che comprare comprare e comprare !

  • Viator

    Francesco, dire che io “contesto il genere umano” mi sembra spingersi troppo in là!
    Non capisco perchè mi attribuisci i concetti di contestazione e lotta, addirittura contro il genere umano, poi…Ma dai.
    Mi sono solo limitata ad assecondare la mia voglia di scrivere e di esporre certi miei pensieri, senza alcuna bellicosa pretesa:
    a. perchè non si addobbano alberi sintetici per natale? (dato che NELLA MAGGIORANZA DEI CASI gli alberi veri non vengono affatto ripiantati e quindi non sopravvivono alle feste natalizie)
    b. mi hanno fatto una multa nonostante avessi il biglietto. Mi sono incazzata perchè rispetto la legge e non conoscevo questo cavillo, mentre molte altre cose qui non funzionano senza alcuna conseguenza.
    E poi, se non ho capito il senso della tua domanda, perchè non prendi neanche in considerazione la seppur minima possibilità che tu non ti sia spiegato bene e non provi affatto a ripropormi il tuo pensiero limitandoti a liquidarmi?
    Apprezzo molto le persone che piantano gli alberi (ma dove sono??), le persone che fanno il loro lavoro facendo le multe (credo che ne potrebbero fare un po’ in più, in realtà, con tutte le cose che si vedono in giro…), un po’ meno quelli che sono ganzi e comprano, ma sono affari loro, ancora una volta!
    P.S. bella sta cosa di Ikea!!
    Chiara

  • Francesco

    Bhè in effetti la mia domanda era per farti capire come una tradizione secolare, per quanto a chi la guarda “da fuori” può sembrare assurda, comunque è una cosa che per molti altri può significare molto, seppur noi altri possiamo definirla “barbara”.

    Per la storia della multa sai già come la penso: il biglietto era scaduto e dovevi segnarne un altro. Non lo sapevi, ma la legge non ammette ignoranza. Inoltre credo che avremmo bisogno di un pò più di gente come quello che ti ha fatto la multa: Napoli diventerebbe più efficiente della Svizzera intera.

  • Viator

    D’accordo per la faccenda delle multe, le facessero a tutti! Il problema per me si crea quando vedi gente che fa qualsiasi cosa e nessuno a fargli notare che viviamo in una società con determinate regole e poi tu che sei in buona fede ti trovi a dover sborsare trenta euro. Qui sta il paradosso che mi fa incazzare, poi sono d’accordo con te e con i proverbiali svizzeri. Per la questione delle tradizioni, rimango del mio parere: le rispetto quando esse, a loro volta, rispettano le altre forme di vita. Quindi, per me resta assolutamente degno di rispetto l’incidere il proprio corpo (pratica, tra l’altro, molto suggestiva), ma restano, sempre per la mia sensibilità, barbare, tradizioni o, più in generale, azioni che prevedono, al di là delle necessità puramente fisiologiche, l’incisione o l’attentato a corpi altrui, siano uomini, piante o animali.
    Credo che ci siamo chiariti e che, in fondo, stiamo dicendo cose non tanto in contrasto tra loro.
    Un bacio.

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