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Manifestazione Contro Decreto Gelmini

Questa mattina alle 9:30 c’è stata l’assemblea di ateneo della Federico II, presso lo scalone della Minerva, alla sede centrale. Inutile dire che l’affluenza è stata incredibile e che non c’era abbastanza spazio per contenere tutti gli studenti.

Alla fine si è deciso di partire in corteo anche perchè, ancora durante l’assemblea, è arrivata la notizia che il la legge era passata in senato con una trentina di voti di vantaggio. Il corteo è partito da Corso Umberto e si è diretto verso Piazza del Pleibiscito, dove sono confluiti un corteo di studenti liceali e poi il mega-corteo organizzato dall’Orientale (che si era riunito alle 11:00 al Palazzo Giusso. ndr). Tutti seduti a terra ad ascoltare le proposte, le idee e le proteste di studenti come noi, provenienti dalle diverse facoltà. Ad un certo punto non ho ancora capito come e perchè, viene annunciato che gli studenti di Lettere e Filosofia si sarebbero mobilitati per andare a occupare la Facoltà, sita in via Porta di Massa. Così un tot di persone si è alzata ed avviata con un mini-corteo verso la sede.

Dato che io ero con loro so solo dirvi che ad un certo punto sono uscito e mi sono unito al corteo partito da piazza del pleibiscito verso Piazza Garibaldi, alla stazione. All’arrivo alla stazione non ci sono stati tanti problemi, la polizia presenziava in assetto anti-sommossa, ma non si sono registrati problemi con le forze dell’ordine. Gli unici disordini sono nati in alcuni sporadici casi che vedevano automobilisti leggermente contrari al blocco stradale del corteo. Gli studenti alla stazione hanno prima occupato i binari 7 e 8, e poi si sono avviati verso lo scambio ferroviario, così da bloccare tutti i treni.

Io a quel punto me ne sono andato, ma mi hanno detto che tutto si è comunque svolto in un clima di massima serenità.
Insomma corteo su corteo, la legge è passata. Intanto a Roma si sono invece registrati scontri a Piazza Navona.

Vorrei anche avere il piacere di portare alla vostra attenzione il bellissimo report della partenza degli studenti napoletani di stamattina alle 6:30 dalla stazione per partecipare alla manifestazione di Roma ” Stop Gelmini”.

Binario 15, ore 6,30. Parte dalla stazione centrale l’ “onda campana”: centinaia di studenti della Federico II, dell’Orientale, ma anche ragazzi dei licei e alcuni professori. Contemporaneamente da vari punti della città accendono i motori gli autobus dei sindacati. Da Napoli, partono quarantotto autobus della Cgil e una quarantina tra Cisl e Uil. dicono i sindacati. Ma i ragazzi che sono in stazione, quelli che hanno passato la notte in sacco a pelo nelle Università occupate (Palazzo Giusto e Palazzo Corigliano all’O rientale, Lettere, Veterinaria, Sociologia), ci tengono subito a dire: “Noi con i sindacati non c’entriamo niente. Andiamo a Roma per manifestare autonomamente”.

Siamo sul piazzale centrale della Stazione di piazza Garibaldi. Gli studenti arrivano a piccoli gruppi, assonnati, con il giornale sotto braccio e si dividono cornetti e caffè. La polizia e i carabinieri in tenuta antisommossa, rimangono a distanza in un angolo, l’atmosfera è tranquilla.

“L’assemblea Stop-Gelmini dell’Università napoletane non aderisce alla manifestazione di oggi – precisa subito Giuliano- perché non condividiamo la piattaforma dei sindacati confederali. Io sono qui a titolo personale, come tutti”. E Cecilia, studentessa di Sociologia, alla Federico II: “Cgil, Cisl e Uil, comunque hanno firmato un documento in cui si sono dichiarati non del tutto contrari alla privatizzazione dell’Università, questo a noi non sta bene, andiamo a Roma e faremo un corteo autonomo. Non sarà facile, ma vogliamo far sentire la nostra voce”.

Il treno parte con quindici minuti di ritardo, è l’Intercity diretto a Torino delle 7.30. Al varco del binario 15, la Digos, insieme con i funzionari di Trenitalia, conta i ragazzi e le operazioni rallentano la partenza. Ma nessuno protesta. Quando il corteo colorato di studenti sfila sul marciapiede per raggiungere le ultime carrozze, i passeggeri li accolgono con un applauso: “ Bravi ragazzi. Siete tutti noi. Non mollate. Continuate a crederci”.

Qualcuno durante l’occupazione della stazione di ieri (gli universitari napoletani hanno bloccato i binari per due ore) ha disegnato con una mascherina e la vernice bianca dei libri sui marciapiedi dei binari. Libri aperti con la scritta: “Attenzione: non calpestare la cultura”. Stamattina le centinaia di scarpe da ginnastica, gli anfibi, le ballerine, che sfilano su questo marciapiede scansano con accuratezza i libri di vernice bianca.

“La riforma sull’Università è passata il 6 agosto, quella sulla scuola ieri –dice Giovanni, studente di Scienze Politiche all’O rientale – ma noi oggi andiamo a Roma perchè la grande partita ancora si deve giocare. La nostra battaglia è per bloccare i tagli in Finanziaria”.

Gli slogan. “Sono quelli che hanno contraddistinto la lotta a Napoli in questa settimana- interviene Valerio, studente di Politica ed Economia delle Istituzioni all’orientale – Noi la crisi non la paghiamo. Se non cambia occupiamo la città. Anzi occupiamo Roma”. Valerio è in viaggio per studiare: “La giornata di oggi sarà un grande laboratorio da guardare dal di dentro, studiare e scoprire. La piazza di oggi è una piazza nuova, è un movimento mai esistito prima. C’è un fermento di idee e iniziative unico. Qualcuno ci paragona ai ragazzi del ’68, io credo che sia qualcosa di totalmente diverso, di più forte. Oggi sarà una giornata importante, storica”.

L’assemblea dell’Orientale, ieri notte, al termine di un’assemblea fiume ha diramato un comunicato di solidarietà “peri ragazzi e le ragazze aggrediti a Roma- dicono gli studenti in viaggio sul treno 516 –perché è vero che siamo un movimento apartitico, però crediamo nei valori democratici e antifascisti”. Il movimento ha anche un sito www.stopgelmini.org. E, infatti, i ragazzi sono armati di macchine fotografiche e videocamere, per riversare sul sito le emozioni e gli attimi di questa lunga giornata.

Dopo un’ora di viaggio gli animi sono carichi. “Anche se dopo una settimana di occupazione e cortei siamo stanchi – dice Giuliano- Ma l’occasione di oggi è imperdibile. Andiamo a Roma perché è importante esserci, ma anche perchè vogliamo prendere contatti con gli altri studenti, quelli di Roma, Milano, Bologna. Il Movimento sta crescendo. È un’onda. E oggi è solo la prima tappa”. Le iniziative a Napoli in programma sono tante. Oggi decine di cortei per la città. Alle 10, a Palazzo Giusto, All’Orientale, è stato convocato il collegio dei docenti. “Abbiamo chiesto che chiariscano la loro posizione- spiegano gli studenti – e la loro partecipazione alla nostra lotta”. Il movimento studentesco napoletano ha chiesto poi a tutte le Università il blocco della didattica e delle attività amministrative per il 7 novembre e per il 14”.

Due ore di viaggio, Roma è ormai vicina, i progetti crescono. E c’è anche un po’ di tensione. “Speriamo sia una manifestazione tranquilla – dice Margherita, studentessa di Lettere- Io voglio manifestare, ma dopo quello che è successo ieri…”. Ma, mentre nel corridoio del vagone 9 sfila un venditore abusivo di acqua e panini, i compagni di viaggio la tranquillizzano. “La piazza siamo noi. E il nostro movimento è un movimento di idee – dicono Giovanni, Antonello e gli altri ragazzi del movimento- Lo abbiamo dimostrato in questi giorni a Napoli e lo dimostreremo a Roma”.

In ammirazione e un po’ intimiditi ad ascoltare ci sono anche un gruppetto di ragazzi del Liceo Genovesi, studenti di 17 anni, che in questi gironi per manifestare il loro dissenso alla Riforma Gelmini hanno inaugurato la protesta degli abbracci: hanno abbracciato decine di passanti davanti la loro scuola. “E oggi vogliamo abbracciare tutta Roma”, sorride Sara, con una bombetta viola calata sulla testa, mimando un grande abbraccio.

Ore 9,30: si vede dai finestrini la stazione Termini. I ragazzi si radunano davanti alle porte. Sono pronti. Giovanni, occhi azzurri e un piercing sul sopracciglio, si volta indietro, tira un lungo sospiro e guarda tutti negli occhi: “Forza ragazzi. Andiamo. Facciamo sentire la voce di Napoli”.

Fonte: Repubblica.it Reportage di C. Zagaria Link

Leonardo

Ed inoltre volevo segnalare questo sito www.napolidicenoalla133.net

Questo è il volantino che distribuivano ieri:

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1 comment to Manifestazione Contro Decreto Gelmini

  • Viator

    Voglio sottolineare, se mai ce ne sia bisogno, la gravità di quello che sta succedendo. Due punti, in particolare, mi sconcertano:
    1. la messa in discussione dell’istruzione pubblica, attraverso tagli all’università in blocco (e non di quelle sue parti che risultano inadeguate e malfunzionanti) e attraverso la possibilità per le Università pubbliche di “deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato” (Art 16, comma 1 della legge 133). Lo stato deve garantire dei servizi pubblici di base, come l’accesso alla cultura, a tutti: in quanto cittadini ed esseri umani che godono di determinati, inalienabili diritti, che non possono regolarsi su una base censitaria. La ricerca non può essere vincolata da finanziamenti privati: deve essere libera.
    L’articolo 33 della Costituzione recita:
    “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.”
    2. l’approvazione da parte del Senato della legge 133 e l’atteggiamento del governo hanno, a mio parere e non solo, manifestato un totale disinteresse nei confronti della protesta di moltissimi studenti. Costoro sono stati ridotti a “giovani”, fannulloni o ingenui strumentalizzati.
    Insomma, cornuti e mazziati.
    Sono indignata per questi insulti che, tra l’altro, cercano di spiegare banalmente una grande mobilitazione, evitando accuratamente il confronto e il dialogo.
    Ho finito le parole.
    Chiara

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