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Scrittori Esordienti! - Una piccola guida a questo mondo così misterioso e irto di pericoli!

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Il giorno che ha cambiato la mia vita

Era una fresca mattina di Novembre di circa 5 anni fa,non ricordo la data con precisione ma doveva era essere domenica o qualche ricorrenza religiosa perchè ero a casa da scuola e stavo facendo colazione.Era un giorno come un altro per il mondo.che tranquillo continuava a girare sul suo asse ed intorno al sole,come un altro per tutti gli altri che tranquilli continuavano a girare per le strade cercando un senso e su loro stessi dimostrando di riconoscere nell’egoismo il primo vero comandamento…un giorno qualsiasi probabilmente anche per le stelle e i vari alieni che le popolano..ma non per me;infatti quel tale chiamato Amore busserà alla mia porta e io diventerò un uomo nell’arco di quelle 24 ore.Non sapevo chi lui fosse se non tramite qualche film e strofe di canzoni per me troppo sdolcinate all’epoca e nella mente mi appariva quasi come un mago,uno stupendo direttore d’orchestra che aveva il potere una volta entrato nella vita delle persone di cambiarle completamente…fino alla follia..oltre ogni limite..Ma ammetto che nonostante ciò non ero molto interessato a conoscerlo,stavo bene così..bene quando i miei problemi potevano essere al massimo come finire un videogioco,o trovare il modo di falsificare una giustifica e poco più..e per giunta mi ero appena svegliato da una lunga dormita e comunque non sarei stato pronto a riceverlo..ma vidi che non accennava ad andarsene quindi gli feci segno con la mano,sporgendomi dalla finestra,di tornare più tardi.Entrai in bagno e cominciai come niente fosse una doccia calda. Le gocce.pioggia bollente sulla pelle,la saponetta che lentamente scivolava sul mio corpo accarezzandolo,massaggiandolo di puro candore…e in più la radio che mi faceva compagnia con le canzoni del momento..insomma non c’era niente che mi facesse rimpiangere di non aver aperto a qualcuno che infondo non avevo mai incontrato e che probabilmente non avrebbe avuto niente di interessante da offrirmi,e mi illusi che in quell’istante di sublime piacere avessi potuto nuotare per sempre..ma come tutte le cose più belle dell’esistenza che prima o poi hanno un termine arrivò il momento in cui,finita l’acqua calda,dovetti uscire dal box, Presi di corsa l’accappatonio,infilai le ciabatte e dopo essermi asciugato con il phone,la mia attenzione fu rubata dallo specchio che avevo di fronte ..ero così cambiato,e non me lo diceva soltanto la barba che cominciava a crescere ma le sfumature di quei miei occhi azzurri,forse un po’ più spenti di quando bastava un lecca lecca per farmi sorridere,ma che in compenso avevano qualcosa da raccontare..amicizie finite,problemi di famiglia..e chi può ne ha,più ne metta! La vita non è semplice neanche a 14 anni..

Si era creata una forte alchimia tra me e quel vetro,anche se ero conscio del fatto che non mi avrebbe mai potuto riflettere per come ero davvero o almeno per come mi sentivo di essere davvero…per quanto simile lo specchio riflette sempre uno straniero dicono…Un forte rumore ruppe l’atmosfera,corsi in salone e notai che una delle finestre era in frantumi;”Un piccione che si sarà schiantato o qualche pallone tirato troppo forte forse” dissi a me stesso…mi sbagliavo.E mentre continuavo ad ipotizzare l’impossibile,vidi che un uomo alto,con una maschera in faccia era seduto sul mio divano ”Chi sei!?Gli urlai minaccioso ma con voce tramante.”fuori da casa mia!” ..e lui..”Amore!Mi dispiace ma non prendo ordini da nessuno” rimasi esterrefatto e a tratti perplesso ma non feci in tempo a formulare un piano per cacciarlo che si alzo e mi stordì con un violento mancino sul naso,mi trascinò alla sedia più vicina e mi legò ad essa talmente stretto da riuscire a mala pena a respirare. Avrei voluto piangere,gridare a più non posso,ma ero troppo orgoglioso per farlo e probabilmente sarebbe staro inutile,quindi abbassai lo sguardo e gli supplicai di risparmiarmi..non avevo fatto niente di male infondo per meritarmi un trattamento del genere..niente di male a nessuno,se non qualche a volta a me stesso..Ogni passo,ogni volta che il suo piede si avvicinava anche solo di un millimetro tremavo come non avevo mai fatto,neanche in passato di fronte alle urla di mio padre oppresso dal dubbio di non farcela ad arrivare a domani…Quando poi fummo talmente vicini da poterci baciare,mi diede un carezza seguita da un forte schiaffone e un altro e un altro ancora;la sedia barcollò e caddi con essa per terra;faceva così male che credevo di morire e per quanto la mente scavasse,non trovai nulla che potesse spiegare il motivo per cui stesse accedendo tutto ciò…forse avrei semplicemente dovuto aprirgli quando aveva gentilmente bussato anche se non mi sentivo pronto a riceverlo e non scacciarlo..forse aveva qualcosa di importante che doveva mostrarmi ma perché non farlo semplicemente?..perchè irrompere in casa mia e nella mia vita con tanta violenza??

Lo capii solo quando se ne andò e ora gliene sono immensamente grato..ma il mio calvario era ancora lungo,dovevo prima accettare di dover soffrire per poter essere davvero felice.Nel frattempo ricordo che tentai ad istaurare un dialogo con il mio assalitore,ma per quanto mi dimenassi,pregandolo di ascoltarmi,continuò senza fare una piega a sorseggiare il drink che si era preparato con gli alcolici che avevo in frigo..Era assurdo quello che mi stava accadendo,assurdo quanto malvagio si fosse rivelato quella specie di mito di cui tanto bene avevo sentito parlare ..Ero distrutto,come un villaggio dopo il passaggio di un uragano e più il tempo passava più la speranza di uscire vivo da quell’incontro si affievoliva.. C’era un’unica strada che mi rimaneva,l’unica che poteva forse abbreviare quel agonia,dato che non essendo svenuto,ogni istante era sinonimo di sofferenza…”Fatti avanti,non ho paura di te….colpiscimi,voglio vedere cosa sei in grado di fare!Fino a che punto puoi far soffrire un essere umano!” Gli urlai con la poca voce che mi rimaneva.Mi guardò,si fece un ultimo sorso e scoppiò a ridere,poi si alzo e si chiuse in cucina tornando da me solo quando aveva trovato un grosso coltello che stringeva nella mano destra ..non so descrivervi quello che provai quando quella lama trapassò il mio torace…ma credo non ci sia nulla che faccia più male di un cuore trafitto..di un cuore spezzato..rimasi immobile,con gli occhi socchiusi verso il pavimento mentre vedevo l’ombra proiettata del lago di sangue raggiungermi lentamente,fino ad arrivare accanto al mio collo…pensai che quella sarebbe stata l’ultima immagine che avrei visto..mi sbagliavo ancoraa,poiché Amore qualche istante dopo prese le sue cose,lasciò il bicchiere sulla scrivania e sbattendo la porta dietro di sé se ne andò,lasciando calare il silenzio sulla stanza…

Strinsi i pugni e ripensai a quello che mi era accaduto e a colui che mi aveva ridotto in quello stato…passarono alcuni minuti e man mano che sentivo la sua presenza che ancora aleggiava nell’aria svanire,come per incanto sentì tornarmi la forza.. provai ad alzarmi e mi accorsi di non sentire più dolore.. notai che la corda attorno alla mia vita non era molto stretta e avrai potuto liberarmi se non fossi stato così spaventato e che la dolorosissima ferita al cuore si era rimarginata lasciando solo una piccola cicatrice…avevo capito tutto…presi il giubbotto e corsi ai giardinetti vicino casa,sedendomi su una panchina rinfrescata dall’ombra di un pino, Lasciai che le lacrime mi pulissero il viso…non mi ero mai sentito così stranamente felice e vivo…imparai una lezione fondamentale quel giorno:non si può evitare l’amore quando arriva,perché anche se non si è pronti ad accoglierlo,entra nella tua vita e ti mette alla prova.. a quel punto dipende solo da te…sicuramente il destino e il caso fanno la loro parte,corrispondendo o meno quel sentimento…ma in fin dei conti nulla può regalarti gioie più grandi di quell’imprevedibile egoista.…avevo sofferto,avevo quasi pensato di non farcela,ma superato il momento,mi sono accorto che non esiste miglior maestro di vita… avevo compreso come andava il mondo,come prepararmi alla sua prossima visita e cosa più importante…ero finalmente diventato un uomo e di questo gli sono eternamente grato…

Di Marcello Affuso

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