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Prima che cali il sipario,fede e scienza alla ricerca del “paradiso”

Molti di quelli che sono entrati in coma,e che quindi hanno attraversato per qualche istante il fragile muro dell’esistenza e scorto cosa c’era oltre,raccontano di aver visto scorrere davanti ai loro occhi fotogrammi e flashback della vita appena trascorsa. Queste immagini così realistiche e vive trovano due possibili spiegazioni che come accade spesso sono contrapposte:gli scienziati lo reputano infatti un fenomeno quasi normale,i credenti uno dei tanti segni dell’esistenza dell’anima e del mondo ultraterreno.Sono punti di visti molto interessanti che cercherò di analizzare con cura ma senza troppe pretese:la medicina moderna,dopo varie ricerche afferma che una volta fermatosi il cuore non circolando più aria ne sangue al cervello,i tessuti celebrali come del resto quelli di tutto il corpo si contraggono al massimo,per spirito di sopravvivenza pur di mantenere,conservare le ultime “riserve” rimaste ..e in quella trazione,in quel movimento il 100 per 100 del cervello si attiva e milioni di impulsi vengono mandati al nostro corpo..a quel punto stimolati gli scompartimenti della memoria sulle palpebre verrà proiettato un sorta di film,che vedrà protagonisti i nostri ricordi.Un film che però non saremo in grado di fermare,riavvolgere o mettere in pausa come si fa normalmente nel salotto di casa.In più tutti gli altri sensi,acuti come non mai,ci faranno rivivere quelle gioie e quei dolori che abbiamo provato sulla pelle.I cattolici,gli ebrei,i mussulmani,coloro che credono nell’aldilà insomma,invece concepiscono quel breve periodo di confine come un tunnel a senso unico dall’uscita luminosa,una sorta di migrazione dell’anima da una dimensione terrena,dal corpo,verso una destinazione determinata dalle nostre azioni in vita:paradiso,purgatorio,inferno.Tesi confermata in parte anche dalle stesse persone uscite dal coma che raccontano di aver visto i santi o angeli guidarli,giardini fioriti o posti tanto incantevoli da non riuscire a raccontarli.Quindi tutto ciò spesso lo si considera come un “miracolo”. Io credo che molte volte invece siano solo fantasie,o meglio splendidi sogni,non dimentichiamoci che lo stato vegetativo in effetti è come se fosse un lungo sonno. Ma in fin dei conti che importa quale sia la verità,in cosa scegliamo o siamo convinti di credere. In entrambi i casi c’è da restare senza fiato ed è davvero tanto il materiale su cui riflettere;e non parlo solo della visione cattolica,perché a quel punto il nostro libero arbitrio sarebbe comunque costretto a fare i conti con il peccato,ma di un aspetto mi fa rabbrividire.Tornando al lato scientifico infatti si nota come il cervello tenti,prima di doversi inevitabilmente arrendere,con tutte le sue forze di trattenere ciò che lo fa vivere,ciò che è assolutamente necessario per il suo funzionamento;E anche se privo di aria e sangue riesce a donarci qualcosa di unico,lasciandoci godere per un attimo dei ricordi più belli. Nessun titolo di coda che allunghi il nostro piacere ma,mi chiedo,se fossimo in grado di avere sempre lo stesso spirito di autoconservazione,verso noi stessi e soprattutto verso ciò che più amiamo e ci rende felici,dove saremmo in grado di arrivare..?Sarebbe davvero da ricercare oltre quel tunnel il “paradiso”?

Di Marcello Affuso

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2 comments to Prima che cali il sipario,fede e scienza alla ricerca del “paradiso”

  • Leonardo

    Che si parli di metempsicosi o di black-out dei sistemi dei neurotrasmettitori la cosa conserva sicuramente un certo fascino. Eppure sentendo parlare di questa cosa mi sento sempre come se stessi sentendo parlare del mostro di Lochness, insomma queste persone che hanno visto angeli e spazi paradisiaci, secondo sempre lo stesso concetto di un’attivazione neuronale globale sarebbe coinvolte tutte le aree, come dicevi tu le aree legate alla memoria, tra cui anche la memoria prospettica (memoria di ciò che dovrà succedere) dunque se una persona ha convinzioni religiose profondamente radicate non sarebbe strano che avesse nella sua memoria prospettica l’idea di quello che succederà dopo. La fine dell’apporto del flusso ematico nelle aree corticali crea segnali di bisogno da parte di tutte le aree cerebrali, zone troncoencefaliche e sistema limbico impazziscono, un vero e proprio black-out (anzi in realtà l’esatto contrario poichè l’attivazione elettrica è massima in quel momento). Io non so cosa c’è dopo, se tutto ciò e vero o meno, ma so che il cervello ha il potere di fare tutto questo, di creare allucinazioni molto complesse, si pensi solo all’esperienza completa che può creare un sogno (E l’attività nervosa che c’è durante la maggior parte dei sogni non è per niente paragonabile allo stato di cui parlavamo prima, è quasi come l’attività della veglia…). Mi piace credere nella metempsicosi. Credo però nelle capacità dell’uomo. Credo nell’interazione tra le nostri radici biologicamente determinate e la potenza dell’apprendimento generato dalle condizioni ambientali. Credo che siamo perfettamente capaci di crearci il nostro paradiso qui, in questo spicchio di mondo che ci ospita.

    Leonardo

  • Kekko

    E’ solo una trasposizione degli impulsi elettrici dei neuroni, che, in stato comatoso, riducono le loro interconnessioni,e quindi in poche parole fanno vedere cose strane… :D

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