Si ponga il caso che la mia amica Camilla Sbarzotti, anni 26, nativa di Cadelbosco di Sopra (Reggio Emilia), fuorisede residente in via Olevano Romano 37, Roma e famosa per le sue abitudini sessuali genuinamente libertine, voglia soddisfare se stessa ed i suoi comprensibili bollori da personcina navigata durante i momenti di solitudine con un oggetto di ottima qualità, e che la sua scelta ricada quindi sul notissimo Steel Twist Dildo, un plug posteriore moderno ed efficiente, dalla forma ergonomica ed invitante, ma talmente ergonomica e talmente invitante che lasciato su un tavolinetto potrebbe perfino ricordare, ad un ospite ingenuo e inesperto, una scultura moderna, con uscite del tipo “Beh, io non so niente di arte, ma questa scultura è bella, mi piace molto, ricorda un po’ qualcosa di Dalì. Dove l’hai presa? Starebbe bene sulla mia scrivania di Ikea!”.

Il famoso Steel Twist
Ora, mettiamo, la giovane Camilla, avvezza alla tecnologia, accenda il suo iMac non più vecchio di 26 giorni, apra googlechrome e si connetta con la home page di “Fuckyou.org”, uno dei migliori online-shop del mondo specializzato nel settore e con l’ufficio vendite localizzato a South Lamar, un sobborgo di Austin, Texas. Acceda come ospite, riempia il suo carrello e porti con successo a termine il suo acquisto non prima di aver esclamato con se stessa “che bello! costa solo 99.99$ e il cambio mi è favorevole, e in più la spedizione è gratis! E’ proprio il caso di dire CHE CULO”. Mettiamo aspetti le 2-4 settimane di tempo per la spedizione più economica, intrattenendosi col suo abusato (o era lui che abusava di lei?) plug generico, e finalmente riceva dalle Poste Italiane l’avviso di giacenza di una raccomandata presso l’ufficio postale con funzione di centro di smistamento “Appio”, sito nel ridente quartiere di San Giovanni in via Pozzuoli 7, angolo via Taranto, Roma.

Il veterano, tra l'amico grasso e lo smilzo
Tutta contenta, mettiamo scenda di casa, butti per la felicità il vecchio plug nella campana blu [il suo vecchio amico è in PVC e Camilla, da studentessa modello (3 anni fuoricorso è modello) di Architettura a RomaTre, sa perfettamente che in Europa il PVC, materiale per grondaie e intubazioni dei cablaggi, codice di riciclaggio EU 3, è considerato materiale plastico; ma per esempio in Giappone viene recuperato a parte], si rechi all’ufficio postale e attenda 174 numeri prima del suo senza fiatare, presa dalla stessa speranza sicura e con gli stessi occhi luccicanti che hanno i bambini del mondo occidentale la sera del 24 dicembre alle 23 e 47, quando ormai è fatta, è finito il cenone, i grandi hanno mangiato come scrofe umbre a ridosso di gennaio, si sono scofanati 3 primi, 6 secondi, 9 contorni, hanno sbranato una cassata siciliana da 3chilieunquarto, un panettone da “soli” 1chilo800grammi ripieno di tripla crema alcolica allo zabaione e 2chilie8 di noci col guscio, si sono calati il quinto ammazzacaffè che adesso praticamente sono degli enormi palloni di napalm e biogas a un passo dall’implosione e tu, bimbo, dopo vari mesi di bestemmie malformate (”mannaggia il diavoletto”) sei pronto, sei rimasto sveglio, e sei talmente eccitato all’dea di scartare quei pacchi che ormai il regalo non ti interessa più, non te ne frega niente, è diventata una questione tra te e quella terribile carta da regalo glitterata comprata untantoalchilo da quella vacca impunita della Zia Marinella, bagascia d’altri tempi ormai in disarmo, e le tue mani si sono trasformate in incoerenti forbici a cinque lame che se ti vedesse il portiere del palazzo ti userebbe per potare la siepe del cortile condominiale, che sono 15 anni che la pota tutte le mattine, ma che cazzo c’avrà da potare tutti i giorni quello, dicevo Mettiamo, finalmente, arrivi il suo numero, U451, e si presenti allo sportello con felicità immutata, recando in mano un documento d’identità e l’avviso.
Mettiamo il postino sedentario la guardi, vada e torni con l’agognato pacco (un tubo facilmente scambiabile con il banalissimo incarto di un ordinario controfagotto Hasselmeier del ‘600), le dia da firmare un foglio, lei tremante riempia lo spazio bianco e gli chieda con gli occhi “ORA ME LO DAI?” e lui la riguardi, uccidendo tutta la speme di una giovane anima allupata con poche, semplici, quanto mai attuali parole:
“Sono 21 euro e 19 centesimi.”.
Mettiamo che, tra le lacrime di dentro (molto dentro), Camilla ricordi di aver comprato un oggetto online dallo shop francese di Hamelin, “ilPifferaiodiCarne.com” e di non aver pagato nessuna cifra al ritiro, e inutilmente protesti con l’impiegato postale affermando che “non mi avete chiesto un soldo per quel flauto traverso ungherese barocco, l’altra volta!”, e lui, spallucce, ovviamente non possa farci nulla.
Sapreste dire perchè Camilla, insaziabile fanciulla squattrinata, è andata incontro a dei costi imprevisti e ora la prospettiva di appagare le sue ambizioni autoerotiche vacilla spaventosamente sul baratro del mancato soddisfacimento degli istinti animali?

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